5 marzo 2012
di Gabriele Santoro
Il frutto che era proibito raccogliere si trovava sull'Albero della Conoscenza. Il significato è che tutte le sofferenze sono dovute al tuo desiderio di capire com'è che vanno le cose. Saresti potuto rimanere nel Giardino dell'Eden se solo avessi tenuto chiusa la tua fottuta bocca e non avessi fatto alcuna domanda. Frank Zappa - Playboy, 2 maggio 1993
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=182174&sez=HOME_SPORT&ssez=ALTRISPORT
di Gabriele Santoro
ROMA – Regina insaziabile e perfetta. La Montepaschi Siena conquista la quarta Coppa Italia consecutiva, mai nessuno prima era riuscito nell’impresa, e aggiunge una pagina al libro dei record: si tratta del dodicesimo trofeo nazionale dal 2008. Il remake dell’ultima finale scudetto è senza storia.
Cantù crolla, 88-71, letteralmente dominata dall’aggressività difensiva dei campioni d’Italia e dallo strapotere, tanto tecnico quanto fisico, dei lunghi David Andersen (23 punti, 7/9 da2, 2/5 da3, 7 falli subiti) e Ksistof Lavrinovic (16 punti, 5/5 da2, 6/7 ai liberi). Così come la coppia di playmaker Mc Calebb (9 punti, 4 assist)-Zisis (10 punti) almeno in Italia non ha competitori. Ma più delle qualità individuali è il sistema formidabile in cui esse si esprimono a rendere la Montepaschi difficilmente superabile (26/38 da2, 8/17 da3, 16 assist). Ora manca solo la più volte rimandata consacrazione europea, l'oggetto del desiderio Eurolega.
Il muro di tifosi biancoblu che ha riempito (7500 spettatori) il bellissimo Pala Olimpico di Torino non è bastato ad accendere la Bennet. Una formazione operaia nell’anima, profonda nelle rotazioni, ma ancora lontana dal compiere il passo che trasforma un’ottima squadra in una vincente. Non è un caso che il migliore tra i brianzoli sia il veterano inossidabile Gianluca Basile (15 punti, 5/9 da3), l’unico capace di indossare l’abito mentale richiesto da questo genere di partite.
L’andamento della Final Eight di Coppa Italia, iniziata giovedì, ha restituito l’istantanea del campionato. Siena è ancora davanti a tutti per esperienza, organizzazione e fame di vincere. Ma il distacco dalle rivali si è ridimensionato. In semifinale (67-65) l’Emporio Armani Milano ha sciupato, complici due decisioni arbitrali sbagliate, l’occasione di eliminare Siena e lanciare un segnale importante per l’appuntamento playoff.
Siena approccia la gara con una forza psicologica e fisica che mette subito all’angolo Cantù. La fluidità e la circolazione di palla, proprie del sistema di gioco costruito dal bravo Trinchieri, è strozzata (4 palle perse in 5’) dalla reattività dei senesi, maestri nello sporcare tutte le linee di passaggio. David Andersen (7 punti, 3/3 da2) è un rebus con il tiro dalla media distanza per il primo allungo, 19-10 all’8’. Pianigiani spegne la mente degli avversari, Micov, con una gabbia difensiva e annulla la pericolosità dei tiratori.
In regia Cantù non ha leadership (12 palle perse al 20’, saranno 20 alla fine) con l’ultimo arrivato Perkins (3/8 dal campo, 4 palle perse) che riesce a fare peggio dell’acerbo Cinciarini. I toscani volano, 35-23, con il lusso di centellinare Lavrinovic dalla panchina. Basile prova a dare la scossa, 35-28 al 18’, ma Andersen gela tutti sulla sirena, 44-31 al 20’. Al rientro dall’intervallo lungo (29-8 nella terza frazione, 11/13 al tiro per la Mps) Siena dilaga e lo fa con i comprimari. Il pretoriano del ct Carraretto e l’agonista Moss (14 punti, 4 assist) producono il break decisivo, 53-37 al 24’, prima delle due triple della coppia Thornton-Zisis, che chiudono con largo anticipo la contesa, 65-42 al 28’.