Poi l’approdo al Corriere della Sera, a Il Giorno e a La Stampa, con l’esperienza televisiva al telegiornale Rai di Fabiano Fabiani. The Times e Newsweek hanno ospitato a lungo i suoi commenti. Da uomo di cultura e profondo conoscitore della geopolitica mondiale ha messo a disposizione, in veste di consigliere, del presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi e dell’attuale Capo dello Stato Giorgio Napolitano un patrimonio di saperi e relazioni.
La miscellanea di editoriali, reportage e inchieste curata da Alberto Sinigaglia ripercorre molti degli eventi dirimenti del Secolo Breve: dalla Guerra Fredda alla vicenda arabo-israeliana. Le corrispondenze, nei giorni successivi all’attentato al presidente John Kennedy, intuiscono il segno indelebile che lascerà quel triennio (1960-'63) per le future conquiste democratiche e di eguaglianza della società americana. Da Mosca raffigura con largo anticipo l’implosione del gigante sovietico arroccato e irriformabile.
Un tratto distintivo che emerge dalla pubblicistica firmata Levi è l’adesione convinta all’utopia europeista. In questo senso l’autore riporta al contempo la lettera rivolta all’euroscettica Margaret Thatcher e l'incontro con Altiero Spinelli: “Il filosofo che ha trovato la sua Repubblica, l’utopista nella stanza dei bottoni”. Durante la direzione (1973-‘78) del quotidiano torinese ha affrontato in prima persona la stagione tetra e dolorosa della lotta armata eversiva. Emoziona l’omaggio al collega e amico, vicedirettore de La Stampa, Carlo Casalegno ucciso dalle Brigate Rosse. Tra gli altri documenti di estremo interesse segnaliamo il colloquio con il pontefice Paolo VI e la corrispondenza del 13 giugno 1980 da Buenos Aires con le madri di Plaza de Mayo che ruppe silenzi distratti e complici.
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