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martedì 19 luglio 2011

Tour, ecco Contador nella tappa dei norvegesi

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=156754&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA – Il campione del mondo Thor Hushovd replica sul traguardo di Gap il capolavoro di Lourdes e concede il bis al Tour nella volata derby con il norvegese Boassen Hagen. Il capitano della Garmin s’infila nella fuga giusta scattata a 62 chilometri dall’arrivo, controlla alla perfezione la corsa confermando di avere ottime gambe anche in salita e nello sprint finale anticipa senza incertezze il connazionale.

Ma ad accendere il Tour de France c’è la prima fiammata di Alberto Contador. Il dominatore del Giro d’Italia, dopo aver superato in difesa i Pirenei, sceglie un’asperità di seconda categoria come il Col de Manse (in vetta ai 1268 metri a 20 chilometri da Gap) per rompere gli indugi e aprire la caccia alla maglia gialla. Contador piazza il primo scatto a quindici chilometri dall’arrivo e rimangono alla sua ruota gli uomini di classifica: Evans, i fratelli Schleck e Voeckler. Poi arriva il secondo allungo che crea il vuoto con il solo Cadel Evans in grado di resistere alla pedalata agile e decisa dello spagnolo. Nella discesa che porta al traguardo i due si danno il cambio con l’australiano a disegnare le linee e il basco Sanchez alle spalle. Salgono così le quotazioni di Evans che se dovesse resistere sulle Alpi è il favorito per il posto più alto sul podio di Parigi grazie alla superiorità a cronometro.

Le vittime principali del ritrovato Contador sono Frank e Andy Schleck, letteralmente piantato in discesa perde oltre un minuto dai rivali, ed è apparso in grossa difficoltà Ivan Basso privo lo smalto delle giornate pirenaiche. La maglia gialla Voeckler continua a stupire: è il primo a rispondere all’attacco di Contador e limita i danni con appena 18” secondi di ritardo. L'ultima settimana della Grande Boucle, che da domani affronta le Alpi, si apre con le emozioni mancate sui Pirenei e promette spettacolo.

Nei primi cento chilometri della sedicesima tappa il gruppo mantiene un ritmo altissimo, oltre i cinquanta orari e una velocità media conclusiva di quarantasei, vanificando qualsiasi tentativo di fuga. Dopo il sole dei Pirenei la pioggia torna ad abbattersi sulla carovana che rende insidiosa l’ultima discesa già molto tecnica. A sessanta chilometri da Gap il gruppo tira il fiato, pensa a coprirsi e parte la fuga di giornata: a Marcato, Perez Lezaun, Hushovd, Boasson Hagen, Devenyns, Roy, Martin, Ignatyev, Heysedal e Grivko bastano dieci chilometri a tutta per guadagnare oltre sei minuti sul gruppo maglia gialla. Il Col de Manse scatena la bagarre con gli attacchi di Contador e la risposta di Evans, mentre Hushovd, Boasson Hagen ed Hesjedal formano il terzetto che si contenderà l’arrivo in volata.

Festa norvegese. «È tutto straordinario: non pensavo di andare così forte anche sull’ultima salita. Oggi sembrava di essere al campionato norvegese con il mio amico Boasson Hagen. La tattica è stata perfetta: sul Col de Manse era previsto che allungasse il mio compagno di squadra Hesjedal, poi allo sprint volevo sorprenderli. Ho raccolto il massimo in questo Tour», ha commentato un raggiante Hushovd.

Giornata negativa per Basso. «Ho patito un problema alla sella all'inizio della salita. Appena rientrato Contador è partito e ha fatto un’azione bellissima. Non è stata una grande giornata per me, ma sono sempre lì e affronterò le prossime tappe di montagna con la giusta motivazione».

Nel secondo e ultimo giorno di riposo, osservato lunedì, Contador ha praticamente annunciato il cambio di strategia e una condizione sempre migliore. «Starò meglio rispetto ai Pirenei e recuperare lo svantaggio in classifica è una motivazione in più. Ho la coscienza a posto per quanto fatto durante la stagione. Non ho la freschezza che al Giro mi permetteva di attaccare, ma voglio che il Tour cominci anche per me.», sono state le parole dello spagnolo. Ora la sfida è lanciata anche sulla strada. Nella tappa di mercoledì il Tour sconfinerà in Italia con l'arrivo a Pinerolo, dopo aver affrontato le salite del Monginevro, il Sestriere e il Pramartino e una discesa difficile verso la città piemontese.

venerdì 15 luglio 2011

Tour, il capolavoro di Hushovd sui Pirenei

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=156296&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA - Sventola la bandiera norvegese al Tour de France. Il campione del mondo Thor Hushovd con un capolavoro di tattica e potenza conquista la seconda tappa pirenaica della Grande Boucle con l’ascesa del durissimo Aubisque e l’arrivo pianeggiante a Lourdes.

Il velocista scandinavo entra nella fuga giusta dopo cinquanta chilometri dalla partenza a Pau, gestisce le energie nella scalata dei sedici chilometri della temibile montagna (1709 metri in vetta, pendenza media 7.1%), per poi lanciarsi in discesa e a due chilometri dal traguardo corona l’aggancio con sorpasso prepotente al meraviglioso Roy. Hushovd si è tolto una soddisfazione ancora maggiore della settimana trascorsa con la maglia gialla. Il battagliero francese Jeremy Roy è l’altro protagonista assoluto della tredicesima tappa e delle prime due giornate sui Pirenei: dopo essere transitato ieri davanti a tutti sul Tourmalet ha inciso il proprio nome anche sul glorioso Aubisque. Dall’inizio del Tour Roy ha totalizzato oltre seicento chilometri in fuga ed è il leader della classifica degli scalatori con la maglia a pois.

La giornata si addiceva agli attaccanti dopo le fatiche della tappa precedente e il gruppo maglia gialla ha lasciato uscire uomini fuori classifica accumulando 7’37" di ritardo alla fine. Thomas Voeckler si godrà ancora per ventiquattrore il segno del leader: da domani con l’arrivo a Plateau de Beille è possibile un cambio al vertice della generale. Rientra tra i primi dieci il talentuoso Philippe Gilbert grazie a uno spunto nell’ultimo tratto di gara.

«Volevo approcciare in testa l'Aubisque anticipando Moncoutié e la tattica mi è riuscita alla perfezione. Vincere con la maglia di campione del mondo è un sogno. Nel finale ho tirato come un pazzo per riuscirci. Quest'anno sono stato tanti giorni in maglia gialla dando tanto a questo Tour. Ma è oggi la mia giornata più bella.», ha commentato un raggiante Hushovd.

Dopo 34 chilometri di corsa Andreas Kloden,
arrivato in Francia con ambizioni di classifica, ha alzato definitivamente bandiera bianca: troppo forte il dolore per le cadute da record di questo Tour ed è salito a fatica sull’ammiraglia della Radioshack già decimata dalle precedenti defezioni di Brajkovic, Popovych e Horner.

La tappa. Nei primi cinquanta chilometri il gruppo viaggia a una velocità altissima vanificando qualsiasi tentativo di fuga. Tjallingii, Hushovd, Fofonov, Boasson Hagen, Pineau, Roy, Moncoutié, Bak, Gusev e un orgoglioso Alessandro Petacchi formano il treno buono in grado di staccare il gruppo. Il percorso presenta due gran premi della montagna di quarta categoria che non creano problemi a nessuno e a Cote de Belain (428 metri) il vantaggio dei fuggitivi è di 4’40. La scalata dell’Aubisque è l’insidia di giornata: la fuga si polverizza, mentre il gruppo procede senza strappi di nessun big. Il traguardo è troppo lontano per ipotizzare un’azione. Hushovd aggredisce la salita sulle pendenze più dolci. Da passista velocista qual è soffre quando l’ascesa si fa più aspra e cede oltre un minuto allo scatenato Roy.

Al Gpm Hushovd e il navigato Moncoutié animano la staffetta che tra discesa e falsopiano brucia la dote costruita dal coraggioso Roy. Il campione del mondo saluta la compagnia per godersi l’ultimo chilometro in solitudine. Voeckler reclama con Schleck un maggiore impegno della Leopard per tenere unito il gruppo, ma non trova riscontro. Philippe Gilbert scappa e rosicchia secondi importanti. Domani sarà un’altra storia con una tappa di montagna durissima che svelerà alcune carte del Tour alla ricerca di un padrone.