di Gabriele Santoro
BARCELLONA – Il sogno europeo della Montepaschi Siena si ferma nuovamente in semifinale. Il Panathinaikos conquista, 77-69, con pieno merito la finale dell’Eurolega confermando di essere un fortino inespugnabile di muscoli, talento e mentalità vincente. Al Palau Sant Jordi finisce con l’inchino del magnate dell’industria farmaceutica Giannakopoulos alla caldissima torcida del Pao. È la vittoria di Mister Europa Zeljko Obradovic, che domenica tenterà l’assalto all’ottavo titolo continentale da allenatore, capace di dominare
Siena ci prova fino in fondo, ma si arena nella metà campo offensiva (36% da2, 25% da3) con il canestro formato miraggio e la predominanza a rimbalzo non basta (43-33, di cui 18 offensivi). Diamantidis (8 punti, 9 assist, 4 rimbalzi, 6 falli subiti) detta legge in cabina di regia, mentre McCalebb (2/8 al tiro con tanta confusione) va fuori giri e Zisis non ha l’abituale lucidità. La palma di migliore spetta di diritto a Mike Batiste (16 punti, 7 rimbalzi) padrone incontrastato sotto i tabelloni con la sorpresa Calathes (17 punti, 6/7 da2, 6 rimbalzi) che guadagna l’oscar da attore non protagonista.
La partita. Pianigiani schiera un quintetto base inedito e molto fisico: Jaric in regia, Hairston e Moss sul perimetro, la coppia Lavrinovic-Rakovic sotto canestro. Obradovic fa partire dalla panchina Batiste e Nicholas con Diamantadis, Calathes, Sato, Fotsis e Vougioukas. La sfida è anche sugli spalti con i due “muri” di tifosi tutti colorati di verde. L’inizio di partita è frenetico tra palle perse e recuperate. La Montepaschi ha l’energia giusta, 8-13 al 5’, con Lavrinovic (7 punti, 3/3 al tiro) perfetto in attacco e il controllo dell’area colorata. Obradovic corre subito ai ripari inserendo Batiste e Sato che viene cercato con scarichi puntuali negli angoli. Sulla sirena del primo periodo Zisis piazza una tripla che ha già il sapore di ossigeno, 17-22 al 10’. Stonerook (8) e Rakovic (3), preziosi nella lotta a rimbalzo (26 a 13), si caricano di due falli a testa.
Il Pana non riesce a innescare il pick and roll centrale per gli ottimi tempi di reazione e l’aggressività della difesa senese e Obradovic predica calma. L’alternativa a

Come da pronostico il Maccabi Tel Aviv, sostenuto da una marea gialloblù di oltre cinquemila tifosi scatenati, affonda 82-63 il Real Madrid sotto gli occhi di un infastidito Florentino Perez che vede sfumare anche la Coppa Campioni del basket. Le merengues crollano nell'ultimo periodo, 55-47 al 30', sotto una grandinata di triple (6 in 10') e lo strapotere fisico di "baby Shaq" Schortsanitis (16 punti, 7/11 da2). Un peccato per il coach italiano Lele Molin: dopo una carriera brillantissima da vice dei migliori tecnici europei (Messina e Obradovic) avrebbe potuto mettere la ciliegina da capo allenatore.
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