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sabato 26 aprile 2014

La lezione di Augusto all'Ara Pacis

Il Messaggero, Tutta Roma Agenda pag. 50,
26 aprile 2014

di Gabriele Santoro


di Gabriele Santoro
L’ESPOSIZIONE
La longevità del modello di politica culturale augusteo ancora interroga la contemporaneità. Non fu solo l'abilità della costruzione di una macchina propagandistica, con pochi eguali nella storia, illuminata dalla poesia. Ottaviano, poi Augustus, ispirato da Mecenate, attraverso le immagini seppe imporre un mondo figurativo, interpretativo dell'anima di una società segnata da profondi mutamenti.

Nella fase tardo repubblicana l'influenza degli artisti ellenici, ricercatissimi dai ricchi committenti romani, produsse un'effervescenza cosmopolita, quale fondamento del linguaggio augusteo e di un'identità da distruggere per essere rifondata. Le immagini e i monumenti dovevano imprimere una rottura; le nuove forme espressive incarnano un sistema di valori propedeutico al ritorno dell'età dell'oro, con la garanzia di pace e ordine determinato dal consenso sociale, nonostante il progressivo e strategico accentramento del potere del Princeps. La funzione politica delle opere non andò a detrimento di quella artistica. Il mito si astrae dalle circostanze storiche, offrendo una realtà destinata a sopravvivere nei secoli e alle emulazioni.

La mostra L’arte del comando, l'eredità di Augusto, inaugurata all'Ara Pacis e visitabile fino al 7 settembre, nasce con questa intenzione. Illustrare le varie declinazioni della lezione augustea fino al dramma totalitario novecentesco. Per raccontare l’esposizione, curata da Claudio Parisi Presicce e Orietta Rossini, occorre cominciare dall'ultima delle dodici sezioni. La Roma fascista, che intendeva richiamarsi alla narrazione e a punti nodali (dalla tutela della famiglia al grano per il popolo affamato) dell'azione di Ottaviano, riportò alla luce ed esaltò il patrimonio straordinario lasciato alla città. L'arte romana era necessaria all'estetizzazione del regime e alle smodate mire imperiali.
«La nostra volontà è di contestualizzare il percorso espositivo, ma anche sottrarlo all'abuso improprio della fascistizzazione», sottolinea Rossini, responsabile dell’area museale.

UN PONTE IDEALE

Incisioni, dipinti, sculture e mosaici, in prestito da molti musei italiani, stabiliscono un ponte ideale con varie epoche e imperatori; da Carlo Magno a Napoleone. Si risale all’origine con l'Eneide virgiliana: l’epica della discendenza della Gens Julia nella prima sala con la statua in terracotta raffigurante Enea in fuga da Troia. Colpisce la bellezza di un fregio di architrave con girali di acanto del Mausoleo di Augusto. Per la rappresentazione della trasmissione e della rielaborazione cristiana costantiniana sono stati scelti mosaici (Papa Innocenzo III) dell'antica San Pietro. Virgilio, cantore della cultura augustea, viene celebrato con l'opera del Maestro Campionese Virgilio in cattedra. Si riprende la leggenda dell'Ara Coeli testimone della popolarità nel Medioevo e nel Rinascimento di Augusto, maturata grazie all'interpretazione cristiana.

Dalla Pinacoteca vaticana ammiriamo il Garofalo con Apparizione della Vergine ad Augusto e alla Sibilla. Abbiamo il cinquecentesco olio su tela Ritratto dell'imperatore Ottaviano Augusto, copia dalla perduta dei Cesari di Tiziano, di Bernardino Campi. Nella sezione dedicata a Carlo V spicca il Ritrovamento di Romolo e Remo di Peter Paul Rubens. Dal museo napoleonico arriva la copia di François Gerard, Napoleone I imperatore dei francesi, mentre dalla collezione Dino e Ernesta Santarelli il Busto ritratto di Federico II di Svevia. Infine il dipinto di Vittorio Alfieri, e la polemica Del Principe e delle lettere ci sollecita con il punto di vista di un repubblicano sull’alleanza tra intellettuali e potere politico.


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martedì 3 settembre 2013

European space expo, Galileo e Copernicus: le tecnologie spaziali alla conquista della città

Il Messaggero, sezione Cronaca di Roma pag. 23, 
31 agosto 2013

di Gabriele Santoro




di Gabriele Santoro

LA RICERCA
L’impatto sulla nostra vita quotidiana della ricerca spaziale,
con le proprie innumerevoli applicazioni, è e sarà sempre più tangibile. L’Unione Europea ne ha fatto un cardine delle proprie politiche di sviluppo economico, stanziando per il periodo 2014-20 dieci miliardi di euro utili anche a incentivare la nascita di imprese nel settore. Da dodici mesi la mostra itinerante European Space Expo sta girando il continente, per spiegare ai cittadini europei il cuore di un’attività che propone prospettive di crescita consistenti. Fino a venerdì prossimo sarà possibile visitarla gratuitamente a piazza del Popolo. All’interno di una tensostruttura sferica tredici schermi tattili e interattivi illustrano due progetti fondamentali, Galileo e Copernicus, e le loro possibili applicazioni tecnologiche nel campo dei servizi sulla localizzazione, della mobilità stradale e dei trasporti, dell’agricoltura, dell’aviazione civile, della protezione ambientale e delle telecomunicazioni.

«A livello comunitario investiamo
oculatamente in un ambito promettente - sottolinea Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione UE - che migliorerà la qualità dei servizi e la vita quotidiana, creando occupazione. Galileo costerà complessivamente dieci miliardi e porterà una ricaduta economica positiva, in termini di risparmi o nuove iniziative, per novanta miliardi di euro».

Dall’anno prossimo,
con il lancio in orbita di ventiquattro satelliti Galileo testati il mese scorso a Fucino (L’Aquila), l’UE si doterà di un sistema di navigazione satellitare indipendente ad alta precisione. Già dal 2009 il 6-7% del Pil continentale si basava sui segnali di navigazione forniti dal GPS statunitense. L’Italia con Francia e Germania è sul podio nel settore con grandi aziende leader, e un fermento crescente in quelle medie e piccole. Nel nostro paese, con migliaia di addetti altamente qualificati, lavorano principalmente sulla componentistica, l'assemblaggio, la propulsione elettrica e la traduzione di complesse tecnologie in nuove applicazioni commerciali, a partire dai navigatori per auto.

L’INTERVENTO

«L’innovazione e la creatività sono le strade maestre per stare sul mercato - dice Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria -. Roma dovrà saperle coniugare, perché dalle metropoli viene una spinta decisiva per l’economia». Roma e la sua provincia costituiscono un distretto chiave dell’industria aerospaziale nazionale con ottomila addetti e i due istituti pubblici legati allo spazio (Asi e l’Istituto di Astrofisica). I primi quattro satelliti Galileo mandati in orbita sono stati assemblati dall’italiana Thales Alenia Space, che ha curato la costruzione del telaio dei satelliti e il funzionamento dei pannelli solari che forniscono energia al sistema, nel suo stabilimento sulla Tiburtina. «Questa è la crescita intelligente immaginata dall’Agenda comunitaria 2020 - afferma il sindaco -. Si deve puntare al rafforzamento di un polo tecnologico romano. Siamo pronti a utilizzare per l’amministrazione della città i servizi forniti dal sistema di geoposizionamento satellitare europeo».


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sabato 20 luglio 2013

Roberto Saviano apre con il monologo "Il ghetto sul Tevere" il Festival della cultura ebraica

Il Messaggero, sezione Tutta Roma Agenda pag. 56,
19 luglio 2013

di Gabriele Santoro


di Gabriele Santoro


IL PROGRAMMA
Il Festival Internazionale di letteratura e cultura ebraica festeggia il sesto compleanno, proponendo da domani a giovedì una rassegna di incontri letterari, proiezioni di film, concerti, mostre e visite guidate. Una manifestazione a ingresso gratuito, curata da Raffaella Spizzichino Ariela Piattelli e Shulim Vogelmann, nel cuore del vecchio ghetto demolito, tra il Teatro Marcello e largo Arenula, che domani si aprirà con la Notte della Cabbalà.

LA CABBALÀ

Una serata immaginata in tre tempi, che come nelle precedenti edizioni promette di attrarre un grande pubblico. Si comincia alle 22 presso i giardini del Tempio Maggiore con il dialogo, dal titolo La stella di David, storia di un simbolo, tra il filosofo Saverio Campanini e Roberto Della Rocca. Poi, alle 22.30, l’appuntamento centrale al Palazzo della cultura. Roberto Saviano interpreterà un proprio monologo inedito, Il ghetto sul Tevere, nel quale ripercorrerà la storia della presenza ebraica a Roma accompagnato dalle musiche di Raiz e i Radicanto. Chiuderà Yarona Pinhas, scrittrice e studiosa di mistica ebraica che si occupa di Cabbalà, con una lezione sulla forza e il significato della preghiera. E dalle 22 alle due saranno visitabili il Museo ebraico e la sinagoga, con la mostra fotografica Survivor: Primo Levi nei ritratti di Larry Rivers.

«Saviano ha accolto subito il nostro invito - spiega Ariela Piattelli -. Lo abbiamo portato nei luoghi che saranno animati dal festival e ha conosciuto le persone che li vivono quotidianamente. In questa occasione, ispirandoci alla straordinaria notte bianca di Tel Aviv, si intersecano vari percorsi artistici. L'intento è di far conoscere alcune delle novità più interessanti della realtà culturale israeliana». Un ponte che quindi unirà idealmente Roma e Israele con la presenza tra gli altri dell'emergente scrittore Assaf Gavron e della nota vignettista del New York Times Rutu Modan. Il primo, martedì alle 21 presso il Palazzo della cultura, presenterà il proprio bestseller Idromania, che disegna lo scenario sociale oscuro di un futuro dove l’acqua sarà in mano a poche multinazionali e lo sviluppo tecnologico sfalderà i rapporti umani. Mentre mercoledì Modan, autrice di graphic novel di successo, parlerà con il giornalista e fumettista Luca Raffaelli del suo ultimo lavoro La proprietà.

CINEMA

Spazio anche al cinema sugli schermi all’Isola Tiberina: lunedì sera, dopo l’incontro con il Capo Rabbino della comunità di Roma Riccardo Di Segni, saranno proiettati il documentario La buona stella di Sergio Basso e la pellicola Il figlio dell’altra. I giardini del Tempio Maggiore ospiteranno la chiusura del festival con due repliche di Se questo è un uomo di e con Maria Rosaria Omaggio, coreografie di Mario Piazza, musica di Luis Bacalov. «Ci aspettiamo grande partecipazione per la qualità del programma - afferma Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma». Aggiunge il neo-assessore alla Cultura, Flavia Barca: «Qui comincia un percorso di ascolto e lavoro con la comunità».



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http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CULTURA/roberto_saviano_festival_cultura_ebraica/notizie/306083.shtml

martedì 2 luglio 2013

Crollano i consumi culturali degli italiani, Federculture: «È lo specchio della crisi del sistema»

Il Messaggero, sezione Cronaca di Roma pag. 39,
2 luglio 2013

di Gabriele Santoro


di Gabriele Santoro

IL RAPPORTO
Dopo un decennio (2002-‘11) di crescita costante, anche i consumi (68.9 miliardi di euro) culturali delle famiglie italiane hanno registrato una caduta brusca: nell’ultimo anno il calo è stato del 4.4% (-8.2% il teatro, -7.3% cinema, -8.7% concerti, -10% musei statali). Nel quadro nazionale nebuloso, ritratto dal rapporto annuale di Federculture, non brilla neanche Roma (-13.3% il volume d’affari complessivo). Alla voce mostre e musei il Lazio, che è la regione in cui si concentra il maggior numero di visitatori, ha perso il 10% degli incassi (44 milioni). I dati, come a livello nazionale, sono negativi in tutti i settori della fruizione culturale: -13.8% teatro, -25% concerti musica classica, -13% spettacoli sportivi, -15.6% siti archeologici e -6.3% cinema.

La crisi sistemica,
secondo Federculture, si avvita nella mancanza delle risorse necessarie ad alimentare l’offerta e nell’assenza di politiche strategiche. «Oltre alle ristrettezze economiche del momento, le famiglie pagano il conto della cattiva programmazione - afferma Roberto Grossi, presidente di Federculture -. Non stimoliamo la domanda. Perché a esempio non si inserisce la detraibilità per le spese culturali o altri incentivi? Dobbiamo uscire dalla logica delle politiche dell’emergenza, coordinando le strategie tra Stato centrale e periferia. E occorre creare le condizioni affinché le aziende investano strutturalmente nel settore: in cinque anni le sponsorizzazioni sono calate del 42% (-9.6% nel 2012), così come l’apporto delle fondazioni bancarie (-35%)».

La Capitale non valorizza gli straordinari tesori
di cui dispone (l’intero centro storico è patrimonio Unesco) e arranca nel confronto mondiale con Londra, Parigi, Tokyo o New York. In un anno i primi cinque musei romani hanno totalizzato 3.6 milioni di visitatori contro gli oltre venticinque di Londra, i ventitre di Parigi e i quindici di New York. Stentano i nuovi poli dell’arte contemporanea con i cinquecentomila visitatori del Macro e del Maxxi, mentre si afferma il Palaexpo (+52%). Nessuna mostra romana figura nella lista di quelle di maggior successo sulla scena internazionale.

Nel 2012 i musei comunali hanno accolto circa un milione e mezzo di persone
con un calo del 6.3%. Una conferma dell’inversione di tendenza rispetto al passato: negli ultimi dieci anni il numero di visitatori dei musei civici era salito del 75%. Anche per quanto concerne l'attività teatrale Roma appare indietro: si svolgono circa 14mila spettacoli teatrali l'anno (2.2 milioni di ingressi) contro i 26.600 di Parigi (5,7 milioni) e i 43mila di New York (28 milioni di spettatori). Dal 2008 a oggi in Italia l’investimento pubblico è sceso di 1.3 miliardi di euro (-27% in dieci anni): siamo quasi il fanalino di coda in Europa. Il budget a disposizione del ministero competente francese è di 4 miliardi di euro, quello italiano si ferma a 1.5. La Grecia, che smantella la televisione pubblica, stanzia 50 euro a cittadino, noi 25.4. I vincoli stretti del patto di stabilità e i tagli hanno inibito anche le attività degli enti locali: dai Comuni (-11% in un anno) alle Regioni i finanziamenti per il settore sono praticamente bloccati. Nel quinquennio 2008-'12 a Roma l’investimento per la cultura è passato dal 3.95% al 2.2% del bilancio.

RUOLO INTERNAZIONALE

«Il dato è scioccante - dice il sindaco -. Dobbiamo restituire a Roma un ruolo internazionale, rilanciando la qualità e la quantità delle proposte. E trasformare i grandi spazi abbandonati al degrado in officine creative con un coinvolgimento di tutti i quartieri. È assurdo che Berlino attragga più turisti di noi: dobbiamo incrementare i flussi turistici con le loro percentuali (+65% dal 2002 contro il 7.8% romano) puntando sui beni culturali».

domenica 2 dicembre 2012

Roma ha voglia di Storia e all'Auditorium sale in cattedra lo straniero

Il Messaggero, sezione Cultura & Spettacoli pag. 23,
2 dicembre 2012

di Gabriele Santoro


di Gabriele Santoro

FESTIVAL

La settima edizione del format Lezioni di storia, pensato e realizzato dall’editore Laterza in collaborazione con l'Auditorium Parco della Musica, ha già registrato il tutto esaurito. In un mese sono stati venduti oltre ottocento abbonamenti e i tagliandi restanti per le nove lezioni, che partono stamattina presso la Sala Sinopoli e si concluderanno il 5 maggio. Roma conferma il proprio apprezzamento per un appuntamento che ha riscosso consensi fin dal debutto nell’ottobre del 2006, quando una lunghissima fila di studenti, insegnanti e semplici cittadini di tutte le età si accalcò per assistere alla lectio del professore Andrea Carandini sulla fondazione della città di Roma.

Da allora l’evento ha continuato a soddisfare la voglia di conoscenza e di interazione dialogica del pubblico con numeri da record (60mila presenze in totale). L’iniziativa è stata proposta anche in altre città italiane senza tuttavia ricevere una risposta così entusiastica. «L’Auditorium è un luogo di miracoli. Con i romani si è instaurato un rapporto inedito», dice l’editore Giuseppe Laterza. Come spiegare questo successo? Carlo Fuortes, amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma, l’attribuisce «alla capacità divulgativa degli storici, che riescono a coinvolgere gli spettatori con competenza e un linguaggio accessibile».

IMMIGRAZIONE

Se nella scorsa edizione è stato esplorato l’universo femminile dall’antichità ai nostri giorni, ripercorrendo i mutamenti del ruolo della donna nella società, stavolta il tema è lo Straniero: temuto, atteso, accolto o rifiutato dal nostro Paese. Mediante le vicende affascinanti di nove personaggi, da Platone al sindaco capitolino Ernesto Nathan agli inizi del Novecento, si viaggerà lungo la penisola per riscoprire l’importanza dell’immigrazione nella formazione della nostra identità culturale. «I dati contenuti nell’ultimo, autorevole, rapporto Caritas-Migrantes - osserva Laterza - rilevano la crescente incidenza economica e sociale degli immigrati in Italia. I regolari sono cinque milioni e portano nelle casse dello Stato oltre un miliardo e settecentomila euro. L’integrazione degli stranieri non solo è l’essenza della nostra storia, ma è anche una grande opportunità del presente. E dagli esiti di questa integrazione dipende parte del futuro dell’Europa».

GLI APPUNTAMENTI

Alle 11 il filologo Luciano Canfora, salito più volte sulla cattedra speciale della Sinopoli, aprirà il nuovo ciclo con la narrazione del triplo (388, 367 e 361 a.C.) respingimento che Platone subì dal tiranno greco Dionigi a Siracusa, dove tentò invano di esportare le proprie teorie politiche. Gli altri incontri. Tra due settimane Andrea Carandini racconterà il martirio a Roma dell’apostolo Pietro. Il medievalista Massimo Montanari inaugurerà il nuovo anno conducendo gli spettatori nella Pavia del 774 d.C., dove a tavola si consumò la sfida tra Carlo Magno e Adelchi. Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri ricostruirà nella Parma del 1248 il singolare furto della corona e di un prezioso libro dell’Imperatore Federico II.

Alessandro Barbero rievocherà la fuga dalle guerre di religione del 1500 di due sorelle marrane, che transitarono per Venezia con ingenti capitali. Franco Cardini narrerà il ballo di donne turche nel Salone delle Commedie di Palazzo Pitti a Firenze e la visita dell’emiro druso Fakhr ad-Din al granduca Cosimo II de’ Medici. Luigi Mascilli Migliorini illustrerà l’arrivo a Milano nel 1796 del generale francese Napoleone Bonaparte. Anna Foa rappresenterà la figura del sindaco Ernesto Nathan mentre Emilio Gentile descriverà lo stato d’animo della Roma liberata dall’occupazione nazifascista ma prigioniera ancora della violenza e della povertà.

martedì 6 novembre 2012

Roma impazzisce per la storia: all'Auditorium tornano le Lezioni

Il Messaggero, sezione Tutta Roma Spettacoli & Cultura pag. 46,
6 novembre 2012

di Gabriele Santoro


http://www.ilmessaggero.it/roma/cultura/lezioni_storia_auditorium_parco_musica/notizie/229937.shtml

di Gabriele Santoro

ROMA – «Siamo tutti stranieri». L’editore Giuseppe Laterza racchiude in una frase semplice, ma densa di significati, l’idea di fondo sulla quale ha costruito con la Fondazione Musica per Roma la settima edizione di Lezioni di storia, Stranieri tra noi. I temi complessi dell’immigrazione, dell’integrazione e della formazione dell’identità composita di un Paese costituiscono una sfida costante per la nostra società. A partire per esempio dalla questione attualissima della cosiddetta Seconda Generazione rappresentata dai figli di immigrati nati o cresciuti qui, che chiedono di non essere esclusi. Per immaginare l’Italia del futuro, che nel laboratorio sociale della scuola appare già ben visibile, non si può dimenticare da dove veniamo e la pluralità di culture che caratterizzano il dna nazionale.

«I dati dell’ultimo, autorevole, rapporto Caritas-Migrantes
- sottolinea Laterza - mettono in rilievo l’importanza economica e sociale dell’immigrazione. La presenza degli stranieri non è un fatto nuovo per la storia italiana, anzi è costitutiva della nostra identità dall’antichità. E conoscere il passato può aiutarci a ragionare e risolvere le problematiche dell’oggi».

Mediante le narrazioni degli storici si compierà un lungo viaggio
, attraversando la penisola dalla Siracusa del 388 a.C. alla Roma città aperta del 1944, invasa e liberata dagli Alleati. Saranno presentate le vicende affascinanti di nove personaggi che sciolgono i nodi propri di chiunque approdi in una terra straniera: la paura del rifiuto e il desiderio di accoglienza che diventa uno strumento per la costruzione di un io più ricco e fecondo.
Il format Lezioni di storia ormai è entrato nel cuore dei romani, che dal 2006 affollano le sale dell’Auditorium Parco della Musica per seguire incontri dialogici con studiosi e ricercatori di fama. «Registriamo sempre il tutto esaurito e una fortissima fidelizzazione del pubblico - evidenzia Carlo Fuortes, amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma - L’anno scorso abbiamo avuto diecimila spettatori paganti, dei quali 850 erano abbonati». Dal 18 novembre, una volta conclusa la fase di prelazione per i vecchi abbonati, si aprirà la vendita libera dei biglietti (9 euro cadauno) e degli abbonamenti (65 euro per le nove lezioni).

Nel primo appuntamento
, in programma il 2 dicembre, il filologo classico Luciano Canfora ripercorrerà i tre tentativi falliti di Platone di esportare a Siracusa il proprio laboratorio di teorie politiche. Due settimane dopo il professore Andrea Carandini, che tenne a battesimo la manifestazione con la prima lezione, racconterà il martirio a Roma dell’apostolo Pietro. Il 2013 si aprirà con il docente di storia medievale Massimo Montanari, che conduce il pubblico nella Pavia del 774 d.C., dove a tavola si consuma la sfida tra Carlo Magno conquistatore del regno dei longobardi e Adelchi, figlio del re sconfitto.

Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri ricostruirà nella Parma del 1248
il singolare furto della corona e di un prezioso libro dell’Imperatore Federico II, tradito dalla passione per la caccia. Alessandro Barbero rievocherà la fuga dalle guerre di religione del 1500 di due sorelle marrane, che transitano per Venezia con ingenti capitali. Franco Cardini narrerà il ballo di donne turche nel Salone delle Commedie di Palazzo Pitti a Firenze e la visita dell’emiro druso Fakhr ad-Din al granduca Cosimo II de’ Medici. Luigi Mascilli Migliorini illustrerà l’arrivo a Milano nel 1796 del generale francese Napoleone Bonaparte. La chiusura del ciclo si concentrerà con Anna Foa sulla Roma del sindaco Ernesto Nathan «non solo inglese, ma anche ebreo», mentre Emilio Gentile descriverà lo stato d’animo della città liberata dall’occupazione nazifascista ma prigioniera ancora della violenza e della povertà.

giovedì 24 novembre 2011

Basket, Roma mette a segno due colpi: arrivano Evans e Mordente

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=171037&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA – L’Acea Roma, reduce dal brutto ko di sabato a Sassari e alle prese con diversi infortuni, si scuote con due veri botti di mercato: Tyreke Jamir Evans, asso classe ’89 dei Sacramento Kings, e il capitano della nazionale italiana Marco Mordente. Per entrambi l’accordo è fino al termine della stagione in corso, ma la posizione dello statunitense è collegata all’evolversi della serrata Nba: nel caso si sblocchi la situazione Evans, come Gallinari a Milano, s’imbarcherà sul primo volo per gli Stati Uniti. L’arrivo di Mordente nella Capitale è previsto per venerdì e potrebbe essere impiegato già domenica nella difficile sfida contro la Bennet Cantù. Per Evans si attende il fax con la firma del giocatore, ma la società romana lo ha già ufficializzato: «La Virtus Roma comunica di aver raggiunto un accordo con l'atleta Tyreke Evans fino al termine della stagione sportiva 2011/2012 con un’uscita nel caso in cui riparta il campionato NBA, si aspetta la formalizzazione del contratto che avverrà nella notte». Una mossa che riaccende un po' di entusiasmo all'ambiente virtussino, ma il concreto impatto tecnico è ancora imponderabile.

L’infortunio del playmaker Anthony Maestranzi e un roster con diverse lacune ha spinto Roma a cercare un rimedio sul mercato, ma i primi nomi circolati da Hubalek a Giovacchini non convincevano nessuno. Naturalmente se il “crack” Evans indosserà la canotta della Virtus per tutto l’anno si ridisegnano gli equilibri e le ambizioni di una squadra “operaia” costruita con l’unico obiettivo di “lottare e conquistare un posto nei playoff”. Marco Mordente, che era a spasso dopo l’addio estivo a Milano, garantisce un salto di qualità in difesa e a differenza dei compagni ha un bagaglio enciclopedico di esperienza cestistica .

La stella ventiduenne dei Kings, prodotto del college Memphis e votato miglior esordiente nella stagione Nba 2009/10 (20.1 punti, 5.3 rimbalzi e 5.8 assist di media in 72 partite, come lui solo Michael Jordan, Robertson e Lebron James), ricopre il ruolo di guardia. Evans è un realizzatore dalla potenza fisica esplosiva, assolutamente straripante per il livello del campionato italiano. Sfiora i due metri di altezza e i cento chilogrammi di peso. Ha chiuso l’ultima stagione Nba a 18 punti, 5 rimbalzi e 6 assist di media in 37’ di utilizzo a partita. Il nativo di Chester (Pennsylvania), scelto al primo giro del Draft Nba 2009 alla quarta chiamata, è soprannominato il re del lay-up, dotato di una straordinaria abilità nell’attaccare il ferro. L’unica incognita, oltre alla durata della permanenza, è l’attitudine con cui verrà a Roma: la Virtus non ha bisogno di un fenomeno in ferie retribuite.

L’altro rinforzo è l’azzurro Mordente
(190 cm, 85 kg), che è una guardia ma può essere impiegato anche da playmaker. Il trentaduenne capitano della nazionale costituisce un capitale di mentalità, intensità e dalla panchina della Virtus può rivelarsi un innesto prezioso grazie alla pericolosità del tiro dalla lunga distanza. Nel 2006 ha vinto da protagonista lo scudetto con la Benetton Treviso, poi dal 2008 al 2011 ha vestito la canotta dell’Olimpia Milano (5.6 punti in 18’ d’utilizzo, 44% da3) con la quale esordì nella massima serie nell’annata ‘96/’97.

venerdì 26 agosto 2011

Basket, le nuove squadre in preparazione del campionato

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=160925&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA – Torna a rimbalzare la palla a spicchi nei palazzetti d’Italia. Sorrisi, flash fotografici ed entusiasmo dei tifosi per il primo sudore in vista del campionato che scatta il 9 ottobre e si annuncia come il più equilibrato e spettacolare degli ultimi anni. Il primo appuntamento della stagione cestistica sarà la Supercoppa italiana in programma il primo ottobre con la sfida tra Siena e Cantù. Dopo il divorzio da Sky la pallacanestro in televisione sarà visibile in chiaro con i diritti acquisiti da Rai e La7. La prima squadra a radunarsi è stata la Benetton Treviso, mentre domani la Pepsi Caserta sarà l’ultima a ritrovarsi.

L’Olimpia Milano di Giorgio Armani, che in attesa di Sergio Scariolo impegnato con la Spagna agli Europei lavora agli ordini di Fabrizio Frates, ha rilanciato la sfida a Siena senza badare a spese con un mercato da regina. Cook, Nicholas, Hairston, Fotsis e Bourusis: cinque colpi per un quintetto base da sogno, da Final Four di Eurolega. E potrebbe regalarsi la classica ciliegina sulla torta con un botto finale da oltre oceano. Intanto Danilo Gallinari, che a causa della serrata Nba rischia di stare a lungo fermo, ha smentito un contatto diretto con la società che l’ha lanciato. Siena non è rimasta a guardare con l’arrivo dell’esperienza, del talento e della solidità di David Andersen e la scommessa, ben ponderata, dell’ex Pistons DaJuan Summers. La Montepaschi ha annunciato il prolungamento della sponsorizzazione almeno fino al 2014. La società guidata dal presidente Minucci proverà a vincere tutto il prossimo anno, per poi rifondare un gruppo che ha scritto la storia. Lo scudetto, a meno di sorprese, sarà una corsa a due tra Siena e Milano.

Alle loro spalle c’è la solita laboriosa e lungimirante Bennet Cantù. Il sapiente Bruno Arrigoni, dopo aver confermato tutti i migliori, ha optato per una squadra più italiana e ha fatto la rivoluzione, coraggiosa, in cabina di regia. Via l’ottimo Mike Green, dentro il giovane e promettente Andrea Cinciarini. Interessante il colpo David Lighty, prodotto di Ohio State, che aumenta la fisicità del reparto esterni dei brianzoli. La premiata ditta Arrigoni-Trinchieri ha il merito di aver riportato in Italia i tiri “ignoranti” di Gianluca Basile. Il “Baso”, dopo un’epoca dorata al Barcellona, darà quel tocco di esperienza fondamentale per l’Eurolega.

Chi riaccende Roma? Nella fase di preparazione la Virtus è la società maggiormente penalizzata dagli Europei con sei elementi (Maestranzi, Gordic, Dedovic, Datome, Dasic, Slokar) impegnati in Lituania dal 31 agosto. Presumibilmente Lino Lardo potrà iniziare a lavorare con il gruppo al completo solo dal 20 settembre. La preparazione si svolgerà nella Capitale con la parte atletica al mattino a Villa Ada e il pomeriggio con il pallone al Palazzetto. Il budget a disposizione per il mercato è stato investito quasi tutto per l’acquisto di Clay Tucker. «Ettore Messina mi ha parlato benissimo di lui anche fuori dal campo. È il realizzatore di cui avevo bisogno», spiega Lardo. Senza troppi giri di parole il destino della Virtus passa per le mani e i canestri della guardia statunitense. Per il momento Roma ha deciso di non inserire il pivot, vitale, per un reparto lunghi pieno di incognite e che annovera Dasic, Tonolli, Slokar e Crosariol. «Per ora partiamo così», sintetizza il coach veronese che ha entusiasmo ed è abituato a lottare.

Il raduno di mercoledì al Palazzetto, ancora con il cartello lavori in corso e l’intonaco fresco per l’adattamento della struttura ai canoni richiesti dalla Lega, è stato per pochi intimi con i soli Tonolli e Crosariol senza l’atteso Tucker, che però ha risolto i problemi con il visto ed è arrivato oggi nella Capitale (domani alle 16.30 la presentazione al Palazzetto). Non mancava però lo striscione dei tifosi in ricordo di Davide Ancilotto; talento cristallino, che in un solo anno fece innamorare Roma, scomparso tragicamente il 24 agosto di quattordici anni fa. «È vero dobbiamo riconquistare la nostra gente - dice il capitano Alessandro Tonolli, diciotto anni con la stessa maglia - Uscire a testa alta dal parquet, dopo aver dato tutto, è l’unico obiettivo che possiamo promettere ora».

Claudio Sabatini, eccentrico patron della Virtus Bologna, dopo il colpo Mc Intyre e Gigli da Roma deve ancora completare il mosaico. Si è raffredata la pista che porta al centro Eze e serve un'ala piccola. Attenzione all’energia della neopromossa Casale Monferrato: una piazza che vive di basket ed è euforica per la storica promozione con una coppia di statunitensi, Trapani-Temple, freschi di college che può stupire.La Scavolini Pesaro ha puntato tutto sul trio stellare Hickman-White-Jones che promette di vendere biglietti all’Adriatic Arena, ma deve tradursi in un’idea di pallacanestro sostenibile. Il primo bagno di folla c’è stato alla presentazione ufficiale, ora a coach Dalmonte spetta il compito di convincerli che le partite si vincono anche in difesa.

Giovane, intrigante e tutta da scoprire: la Benetton Treviso ha assortito un gruppo che guarda all’America (Adrien, Moore, Moldoveanu), ma promette di avere l’anima slava di coach Sasha Djordjevic. La Sutor Montegranaro è un mix di talento ed esperienza: sul perimetro l’esplosività di Edgar Sosa e McNeal, sotto i tabelloni i mestieranti Brunner e Nicevic. La Dinamo Sassari proverà a confermarsi con i cugini Diener (Travis e Drake), così come Avellino che ha inserito il solo Domen Lorbek al posto di Thomas. Teramo, Biella (interessante l’innesto del giovane greco Chrysikopoulos) e Cremona con il colpo Nba Wafer sono le principali indiziate alla lotta per non retrocedere. Varese e Caserta hanno varato un restyling che ha tolto un po’ di fantasia pensando alla sostanza.