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domenica 12 agosto 2012

Basket Olimpiadi, la Spagna regala spettacolo ma l'oro va ai fenomeni Nba

 http://www.ilmessaggero.it/olimpiadi/basket_usa_spagna_dream_team_olimpiadi/notizie/213717.shtml
di Gabriele Santoro
LONDRA - L’abbraccio intenso, dopo la sirena del 40’, tra i compagni di squadra ai Los Angeles Lakers, Pau Gasol e Kobe Bryant restituisce l’istantanea più bella di una finale olimpica strepitosa. Alla North Greenwich Arena gli Stati Uniti confermano, 107-100, la medaglia d’oro di Pechino 2008 (allora finì 118-107), ma il talento ben organizzato della Spagna offre alla platea londinese e mondiale uno spettacolo emozionante.

Le triple della “bomba” Navarro (21 punti, 4/9 da3)
, tornato a splendere a dispetto della fascite plantare che lo affligge, la verticalità dello stoppatore Ibaka (12 punti, 9 rimbalzi) e la premiata ditta Gasol&Gasol (24 punti, 7 assist, 8 per Pau; 17 punti in 17’ d’impiego con 6/8 da2 per il fratello Marc) tengono in equilibrio la sfida fino al 33’, 93-86, quando lo strapotere tecnico e fisico di Kevin Durant (30 punti, 9 falli subiti) incrina la convinzione degli iberici. LeBron James (19 punti) si esalta nell’ultimo quarto, mentre Bryant (17 punti) appare in tutte le fasi determinanti.

Il Dream Team di Barcellona ’92 non è avvicinabile
, ma gli eredi restano i padroni del gioco. Dopo la fase eliminatoria, dominata in scioltezza, Bryant&Co hanno dimostrato rispetto per l’Argentina di Manu Ginobili e hanno saputo soffrire nell’epilogo comunque vincente contro gli spagnoli. La Spagna, dopo un torneo difficile in cui non ha espresso il meglio della propria pallacanestro, rimane la seconda potenza cestistica su scala globale con alle spalle un bacino di giovani a cui attingere. Il dato statistico degli assist (ben 22 per la Spagna) dà la misura della qualità di un sistema in cui tutti si passano la palla per cercare, insieme alle giuste spaziature, il miglior tiro possibile.

I numeri della finale.
Gli Stati Uniti chiudono con il 58% da2 (19/33), il 41% da3 (15/37) e 77% ai liberi. La Spagna con il 54%, il 37%, l’84% e tiene botta ai rimbalzi (37-35).

La partita. La squadra allenata dall’italiano Sergio Scariolo scende sul parquet con lo spirito leggero di chi ha già ottenuto un risultato importante e ha l’intenzione di provarci. Il coach dell’Olimpia Milano vara subito la difesa a zona, sperando di limitare il divario fisico con gli avversari. Mike Krzyzewski, tecnico leggendario di Duke University che ha guidato la ricostruzione del team Usa e ora lascerà l'incarico da ct, sceglie il solito starting-five con il lungo Chandler, ma è con l’ingresso di Carmelo Anthony (8 punti in 2’) e il quintetto “piccolo” che trova la prima fuga (break di 18-2), 25-16 al 6’, dopo la partenza superlativa di Navarro (12 punti in 4’).

Durant (12 punti al 10’) è semplicemente immarcabile
, 35-27. Rudy Fernandez si accende e dalla panchina il play Rodriguez, innescato da Gasol, sorpassa, 37-39 al 12’. Gli statunitensi forzano eccessivamente dalla lunga distanza, ma la solidità di Kevin Love garantisce un’altra dimensione interna, 50-44 al 15’. Navarro è indemoniato (19 punti segnati all’intervallo lungo) e un pasticcio di Iguodala (palla persa a centrocampo e fallo antisportivo commesso) premia lo sforzo delle Furie Rosse, 59-58 al 20’.

Nel terzo periodo sale in cattedra Pau Gasol: la stella catalana spaventa i colleghi Nba abbinando alla classe cristallina il furore agonistico. I compagni lo cercano con continuità e lui non sbaglia nulla (13 punti in 10’), 70-71 al 35’. Kobe Bryant annusa il momento decisivo della gara: tripla e tiri liberi per il nuovo +5, 77-72. Ibaka risponde con coraggio e precisione dalla lunetta a due triple micidiali di Durant, 83-82 al 30’. Scariolo ritrova Marc Gasol, a lungo in panchina con quattro penalità, ma sul + 10 firmato Bryant, 97-87 al 35’, avverte che il sogno sta svanendo. Chris Paul si prende la regia e LeBron James, fino a quel momento non pervenuto, indovina le due giocate decisive compresa la tripla che chiude la contesa, 102-93 al 38’.

Bronzo alla Russia. In mattinata il talentuoso play russo Shved (25 punti) ha tolto, 81-77, all’Argentina con un finale di gara emozionante la gioia del bronzo. Manu Ginobili (21 punti), protagonista assoluto di questo torneo con l’altro fenomeno sudamericano Luis Scola, non riesce così a coronare con l’ultimo titolo un ciclo forse irripetibile per l’Albiceleste.

venerdì 20 luglio 2012

La Virtus Roma riparte dalla conferma dell'ala azzurra Gigi Datome

http://www.ilmessaggero.it/sport/basket/la_virtus_roma_riparte_da_datome_felice_di_rimanere_mai_avuto_dubbi/notizie/209538.shtml
di Gabriele Santoro

ROMA – Il nuovo corso tecnico della Virtus Roma riparte dalla conferma fondamentale dell’ala, classe 1987, della nazionale azzurra Luigi Datome. A darne l’annuncio, sintetico ma efficace, in anteprima è stato lo stesso cestista su Twitter: «Rimango a Roma. Felice. Punto». Nel corso della passata e travagliata stagione Datome aveva già rinnovato, fino al 2014, il proprio contratto con la società capitolina. Poi negli ultimi mesi complicati, conclusi con l’iscrizione della squadra al prossimo campionato all’ultimo secondo disponibile, tutto sembrava in bilico. Ma non nella mente del futuro capitano della Virtus, che ha stabilito un legame fortissimo con la città e ha sempre ribadito la volontà di restare nella Capitale.

«Non ho mai avuto grossi dubbi sulla mia permanenza - spiega Datome dal ritiro della Nazionale a Folgaria - anche quando le cose sembravano volgere al peggio. Per tenermi è stato compiuto un sacrificio economico, così come ho rinunciato a una somma davvero importante. Ma sono pienamente convinto di questa scelta. Ripartiamo in una stagione che non sarà facile, ma che potrebbe essere importante per sorprendere. In questi giorni i tifosi mi hanno dato un supporto incredibile e mi hanno fatto sentire parte di loro. Spero di riuscire a ripagare le loro aspettative».

Datome
, prima che un giocatore di valore, è un ragazzo davvero speciale: sempre disponibile, intelligente e sensibile. Sul parquet garantisce dinamismo, velocità, verticalità, presenza a rimbalzo, oltre alle qualità nella metà campo offensive che lo rendono uno degli attaccanti più prolifici (14.1 punti di media con il 58% da2 e il 43.2% da3) della massima serie.

Roma
, la cui costruzione della squadra è stata affidata al giovane general manager Nicola Alberani, non sbaglia dunque il primo colpo di mercato. «Ricoprirà un ruolo centrale nel roster che abbiamo in mente - dice il gm -. Ora stiamo lavorando per prendere un’ala che si accoppi alla perfezione con lui. Sarà la nostra bandiera».

Sponsor Datome. «In questo momento difficile - sottolinea il patron Claudio Toti - la Virtus acquista un socio in più. Il sacrificio economico che ha fatto il ragazzo è ingente e per noi vale quanto uno sponsor. Sono contento che in un mondo così “professionale” ci sia ancora qualcuno che ragiona con il cuore».

giovedì 22 settembre 2011

Basket, campionato nel caos: Venezia promossa dall'Alta corte del Coni

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=163963&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA – Un pasticcio molto italiano annodatosi per quattro mesi sta per stravolgere il volto del massimo campionato di basket ad appena sedici giorni dal via previsto l’8 ottobre. Nel primo pomeriggio l’Alta Corte del Coni, ultimo grado della giustizia sportiva, ha accolto parzialmente il ricorso presentato dalla Reyer Venezia avverso alla Federbasket e alla Banca Tercas Teramo. La società veneta ha visto soddisfatta la richiesta di annullamento della decisione assunta dalla Corte Federale della Fip in data 12 luglio che la escludeva dalla serie A in favore della compagine abruzzese e la sua diretta iscrizione al campionato. Venerdì e sabato è in programma il consiglio federale che potrà solo prendere atto del dispositivo della sentenza e ratificare la decisione.

Il caso nasce dalla discussa introduzione nell’estate 2010 della cosiddetta “wild card”/premio di risultato. La penultima classificata della Lega A poteva evitare di scendere di categoria indennizzando economicamente (500mila euro) la seconda classificata della Legadue: in pratica una sola retrocessione diretta con la promozione della vincitrice della Legadue. Lo scorso giugno gli appassionati di basket si sono gustati uno spettacolo bellissimo in un clima surreale. Venezia, Veroli, Casale Monferrato e Barcellona hanno entusiasmato con le semifinali playoff tiratissime della Legadue. Palazzetti strapieni, passione da college statunitense a fronte di un risultato sportivo appeso al pagamento o meno della wild card da parte Teramo, arrivata penultima nella stagione 2010/11. Alla conclusione della finale Venezia-Casale, con i piemontesi vincitori e promossi direttamente, è iniziata la guerra sul pagamento effettivo, entro le date stabilite, degli abruzzesi che avevano deciso di avvalersi della wild card. Già in data 10 giugno la società veneziana faceva presente con questo comunicato il proprio diritto alla promozione. «Sulla base di un approfondimento dei nostri consulenti legali in ordine all'interpretazione delle delibere relative a Wild Card/Premio di Risultato, si ritiene che il termine per il pagamento del premio da parte della società classificata al quindicesimo posto del campionato di Serie A, sia già scaduto il 3 giugno scorso».

L’avvocato Christian Giuriato, a capo del pool di legali che hanno assistito la Reyer Venezia, spiega così le ragioni del ricorso oggi vincente. «Il motivo è stato il ritardo, rispetto ai tempi previsti, di Teramo nel pagamento della wild card che le permetteva di restare nella massima serie. In un primo momento la data fissata per la dichiarazione della volontà di saldare la cifra era il 31 maggio ed entro dieci giorni la società coinvolta avrebbe dovuto provvedere a farlo. Poi una delibera della Fip ha anticipato la data della dichiarazione al 23 maggio e di conseguenza il termine ultimo per il pagamento scadeva il 3 giugno, mentre Teramo ha saldato la somma il 10 giugno. Da lì è iniziata la nostra battaglia legale. In primo grado la commissione giudicante della Fip ci ha dato ragione, ma dichiarandosi incompetente ha rimandato tutto al consiglio federale. A luglio la Corte federale della Federbasket ha accolto il ricorso di Teramo contro la decisione della commissione e poteva considerarsi iscritta in serie A, perché aveva esercitato nei termini il pagamento suddetto. La pronuncia odierna dell’Alta Corte ha ribaltato tutto e ora attendiamo la ratifica della nostra promozione».

L’altra parte interessata, Teramo, non perde la fiducia e la sicurezza di non scendere di categoria. «Siamo tranquilli sulla permanenza in Serie A - spiega l'amministratore unico Lino Pellecchia - avendo ottemperato e rispettato, nei tempi e nelle modalità, tutte le direttive. La società è in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza».

Ora la palla, più che mai bollente, passa nelle mani della Federazione e della Legabasket che dovranno ristrutturare campionati e calendari con diverse ipotesi e scenari possibili. La via più concreta è quella di una Serie A a diciassette squadre, ma violerebbe una convenzione della Lega che prevede un numero di partecipanti pari. Per far tornare i conti servirebbe un altro ripescaggio per un campionato extra large a 18. Oppure la retrocessione di Teramo, che però aveva ricevuto il via libera proprio dalla Fip e dalla Lega. Di sicuro non è nel novero delle cose possibili ignorare la sentenza della Corte. A cascata dovrà rivedersi anche la Legadue, ora scesa a quindici squadre, come evidenzia il presidente Bonamico. «L’accoglimento del ricorso della Reyer Venezia fa saltare la presentazione del campionato prevista per il 27 settembre al Salone d’Onore del Coni al Foro Italico: tutto è rinviato a data da destinarsi».

Un risveglio piuttosto brusco per l'Italia del basket ubriacata in questi giorni dalla sbornia Nba per il ritorno di Danilo Gallinari e gli assalti del generoso patron della Virtus Bologna Sabatini a Kobe Bryant.

venerdì 26 agosto 2011

Basket, le nuove squadre in preparazione del campionato

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=160925&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA – Torna a rimbalzare la palla a spicchi nei palazzetti d’Italia. Sorrisi, flash fotografici ed entusiasmo dei tifosi per il primo sudore in vista del campionato che scatta il 9 ottobre e si annuncia come il più equilibrato e spettacolare degli ultimi anni. Il primo appuntamento della stagione cestistica sarà la Supercoppa italiana in programma il primo ottobre con la sfida tra Siena e Cantù. Dopo il divorzio da Sky la pallacanestro in televisione sarà visibile in chiaro con i diritti acquisiti da Rai e La7. La prima squadra a radunarsi è stata la Benetton Treviso, mentre domani la Pepsi Caserta sarà l’ultima a ritrovarsi.

L’Olimpia Milano di Giorgio Armani, che in attesa di Sergio Scariolo impegnato con la Spagna agli Europei lavora agli ordini di Fabrizio Frates, ha rilanciato la sfida a Siena senza badare a spese con un mercato da regina. Cook, Nicholas, Hairston, Fotsis e Bourusis: cinque colpi per un quintetto base da sogno, da Final Four di Eurolega. E potrebbe regalarsi la classica ciliegina sulla torta con un botto finale da oltre oceano. Intanto Danilo Gallinari, che a causa della serrata Nba rischia di stare a lungo fermo, ha smentito un contatto diretto con la società che l’ha lanciato. Siena non è rimasta a guardare con l’arrivo dell’esperienza, del talento e della solidità di David Andersen e la scommessa, ben ponderata, dell’ex Pistons DaJuan Summers. La Montepaschi ha annunciato il prolungamento della sponsorizzazione almeno fino al 2014. La società guidata dal presidente Minucci proverà a vincere tutto il prossimo anno, per poi rifondare un gruppo che ha scritto la storia. Lo scudetto, a meno di sorprese, sarà una corsa a due tra Siena e Milano.

Alle loro spalle c’è la solita laboriosa e lungimirante Bennet Cantù. Il sapiente Bruno Arrigoni, dopo aver confermato tutti i migliori, ha optato per una squadra più italiana e ha fatto la rivoluzione, coraggiosa, in cabina di regia. Via l’ottimo Mike Green, dentro il giovane e promettente Andrea Cinciarini. Interessante il colpo David Lighty, prodotto di Ohio State, che aumenta la fisicità del reparto esterni dei brianzoli. La premiata ditta Arrigoni-Trinchieri ha il merito di aver riportato in Italia i tiri “ignoranti” di Gianluca Basile. Il “Baso”, dopo un’epoca dorata al Barcellona, darà quel tocco di esperienza fondamentale per l’Eurolega.

Chi riaccende Roma? Nella fase di preparazione la Virtus è la società maggiormente penalizzata dagli Europei con sei elementi (Maestranzi, Gordic, Dedovic, Datome, Dasic, Slokar) impegnati in Lituania dal 31 agosto. Presumibilmente Lino Lardo potrà iniziare a lavorare con il gruppo al completo solo dal 20 settembre. La preparazione si svolgerà nella Capitale con la parte atletica al mattino a Villa Ada e il pomeriggio con il pallone al Palazzetto. Il budget a disposizione per il mercato è stato investito quasi tutto per l’acquisto di Clay Tucker. «Ettore Messina mi ha parlato benissimo di lui anche fuori dal campo. È il realizzatore di cui avevo bisogno», spiega Lardo. Senza troppi giri di parole il destino della Virtus passa per le mani e i canestri della guardia statunitense. Per il momento Roma ha deciso di non inserire il pivot, vitale, per un reparto lunghi pieno di incognite e che annovera Dasic, Tonolli, Slokar e Crosariol. «Per ora partiamo così», sintetizza il coach veronese che ha entusiasmo ed è abituato a lottare.

Il raduno di mercoledì al Palazzetto, ancora con il cartello lavori in corso e l’intonaco fresco per l’adattamento della struttura ai canoni richiesti dalla Lega, è stato per pochi intimi con i soli Tonolli e Crosariol senza l’atteso Tucker, che però ha risolto i problemi con il visto ed è arrivato oggi nella Capitale (domani alle 16.30 la presentazione al Palazzetto). Non mancava però lo striscione dei tifosi in ricordo di Davide Ancilotto; talento cristallino, che in un solo anno fece innamorare Roma, scomparso tragicamente il 24 agosto di quattordici anni fa. «È vero dobbiamo riconquistare la nostra gente - dice il capitano Alessandro Tonolli, diciotto anni con la stessa maglia - Uscire a testa alta dal parquet, dopo aver dato tutto, è l’unico obiettivo che possiamo promettere ora».

Claudio Sabatini, eccentrico patron della Virtus Bologna, dopo il colpo Mc Intyre e Gigli da Roma deve ancora completare il mosaico. Si è raffredata la pista che porta al centro Eze e serve un'ala piccola. Attenzione all’energia della neopromossa Casale Monferrato: una piazza che vive di basket ed è euforica per la storica promozione con una coppia di statunitensi, Trapani-Temple, freschi di college che può stupire.La Scavolini Pesaro ha puntato tutto sul trio stellare Hickman-White-Jones che promette di vendere biglietti all’Adriatic Arena, ma deve tradursi in un’idea di pallacanestro sostenibile. Il primo bagno di folla c’è stato alla presentazione ufficiale, ora a coach Dalmonte spetta il compito di convincerli che le partite si vincono anche in difesa.

Giovane, intrigante e tutta da scoprire: la Benetton Treviso ha assortito un gruppo che guarda all’America (Adrien, Moore, Moldoveanu), ma promette di avere l’anima slava di coach Sasha Djordjevic. La Sutor Montegranaro è un mix di talento ed esperienza: sul perimetro l’esplosività di Edgar Sosa e McNeal, sotto i tabelloni i mestieranti Brunner e Nicevic. La Dinamo Sassari proverà a confermarsi con i cugini Diener (Travis e Drake), così come Avellino che ha inserito il solo Domen Lorbek al posto di Thomas. Teramo, Biella (interessante l’innesto del giovane greco Chrysikopoulos) e Cremona con il colpo Nba Wafer sono le principali indiziate alla lotta per non retrocedere. Varese e Caserta hanno varato un restyling che ha tolto un po’ di fantasia pensando alla sostanza.