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domenica 4 settembre 2011

Eurobasket, Italia battuta dalla Francia saluta la Lituania

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=161899&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA - L’Italbasket si congeda dagli Europei con una partita generosa e di qualità. Il trio Bargnani (22)-Gallinari (18)-Belinelli (19) in attacco (59 punti in tre) e una buona difesa tengono gli azzurri avanti per trentotto minuti prima che le giocate risolutive di Boris Diaw regalassero la vittoria, 91-84, e la qualificazione all’ambiziosa Francia. La nazionale di Pianigiani sfrutta la giornata storta di Tony Parker (3/11 al tiro, 4 falli commessi), ritrova buone percentuali al tiro (66% da2, 30% da3) con una migliore circolazione della palla, gestisce bene alcuni giri a vuoto e perde la lucidità solo nella volata finale (31 punti subiti nell’ultimo periodo). I transalpini dotati di una quantità di talento, fisicità e atletismo impressionante, da medaglia d’oro, hanno dimostrato di saper vincere anche senza i trenta punti a serata della stella Parker. Nicolas Batum (20 punti) ha imperversato con Diaw (21 punti) e Gelabale (8 punti, 100% dal campo) ha infilato le triple della svolta.

Nella serata in cui il passaggio del turno era già compromesso si è vista l’Italia migliore che ha valorizzato la propria atipicità: tanta sofferenza nell’area colorata per la scarsa fisicità (sotto 38-17 a rimbalzo, 25/40 da2 per i francesi nell’area dei tre secondi) compensata dal talento dei suoi Nba, dalla corsa e dal sacrificio dei compagni in difesa. Ora non resta che vincere domani contro Israele con il rimpianto fortissimo per la sconfitta contro la Germania: con Bargnani coinvolto e innescato come nelle ultime due partite e percentuali di realizzazione meno scadenti (32% al tiro contro i tedeschi) il passaggio del turno era cosa fatta.

Mago speciale.
Il record dei trentasei punti (22 di media con 6.5 rimbalzi) segnati contro la Lettonia è l’immagine più bella del nostro Europeo. Il fenomeno dei Raptors è il simbolo dell’Italia cestistica che sta faticosamente cercando di risalire la china. Il campo dice che la strada è ancora lunga, ma c’è un punto fermo e ha la maglia numero sette.

L’eliminazione brucia
come però era troppo alto l’obiettivo, fissato dalla Federazione, del pass per il torneo preolimpico destinazione Londra 2012. Il trio di Nba non ha girato alla perfezione e questa era la condizione essenziale per alimentare qualsiasi tipo di sogno. Nelle prime tre partite Belinelli ha viaggiato al 27% al tiro. Gallinari, penalizzato da una distorsione alla caviglia, non ha espresso al massimo le sue potenzialità. Per il resto la squadra non ha lesinato impegno e dedizione con le note lacune in fase di regia, dove però Hackett ha dato energia, e una panchina troppo corta. Ma si riparte da qui. Paradossalmente la notizia migliore dell’estate azzurra è arrivata a luglio, quando la selezione Under 20 dopo diciassette anni è tornata nella finale europea di categoria. Alle spalle di questo gruppo, che nel 2012 dovrà sudarsi la qualificazione ai prossimi Europei, ci sono dei giovani interessanti da integrare. Su tutti Alessandro Gentile: il figlio d’arte il cui talento sta sbocciando in un ambiente ideale. A Treviso ha tanti minuti e responsabilità a differenza di troppi italiani che fanno da tappezzeria nelle rispettive formazioni. Nella Milano milionaria il buon prospetto Melli sarà il sesto lungo, a Siena gli italiani sono solo un buon completamento. Una nazionale vincente non si costruisce in America, ma nei nostri campionati.

La partita.
Pianigiani conferma il quintetto base della prima vittoria con la Lettonia: Hackett in regia, Belinelli e Carraretto sul perimetro, Gallinari in ala grande e Bargnani sotto canestro. Collet risponde con Parker, De Colo, Batum, Diaw. L’avvio non è incoraggiante: gli azzurri si dimenticano due volte Batum che vola a schiacciare su invenzione di Parker, 8-3 al 2’, e accettano un ritmo alto. Bargnani e Carraretto (5 punti) suonano la sveglia: il romano infila tredici dei primi ventitre punti dell’Italia con il solito repertorio di tiri fronte a canestro, triple e due splendide schiacciate; il pretoriano del ct ci sblocca prende coraggio dalla lunga distanza, 16-18 all’8’.

La Francia cerca e trova Noah (4 punti), mentre Gallinari concretizza una buona circolazione di palla dall’arco, 20-23 al 10’. Nel secondo periodo riemergono i fantasmi delle tre sfide precedenti: la nazionale non fa canestro per 3’ con le forzature del Gallo (1/5) e i francesi sorpassano, 29-26 al 14’. Il Mago (17 punti) è uno spettacolo, mentre arriva la prima e unica fiammata del Belinelli (15 punti) vecchia maniera, versione Fortitudo Bologna: tre triple consecutive a bersaglio in 1’42 per il massimo vantaggio, 41-48 al 20’. Al rientro dall’intervallo lungo Diaw (13 punti), Batum (14 punti) e Noah ricominciano a macinare punti in area e la dote acquisita evapora, 52-54. Gallinari dà fosforo e ossigeno in attacco e rimette la giusta distanza, 60-67 al 30’. In apertura dell’ultimo quarto la difesa italiana ha le mani basse e Gelabale è una sentenza dalla lunga distanza, 77-74 al 35’. Un gioco da tre punti dell’ala milanese vale l’ultimo vantaggio, 79-81 al 38’. A 55” dalla sirena Bargnani sull’83-82 manda sul ferro una tripla fondamentale, Diaw non sbaglia, 85-82, e Belinelli getta al vento il possesso della speranza.

venerdì 2 settembre 2011

Eurobasket, un Bargnani da record affonda la Lettonia

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=161701&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA – Andrea Bargnani abbatte, 71-62, la Lettonia e salva l’Italbasket da una precoce eliminazione agli Europei. Nella sfida senza risultati alternativi alla vittoria il romano si è caricato sulle spalle tutto il peso dell’abulico attacco azzurro e ha scacciato i fantasmi di una squadra apparsa priva di fiducia e idee con una prestazione da “Mago”: trentasei punti, 11/25 al tiro, 7 rimbalzi, tre stoppate, undici falli subiti, 12/15 ai liberi dalla lunetta. Sulla sirena della prima frazione il tabellino del lungo dei Raptors diceva 14, quello italiano 18.

La prima vittoria tiene aperto uno spiraglio per la qualificazione alla seconda fase, ma sul piano del gioco e dell’intensità si è assistito a un passo indietro rispetto alla sconfitta con la Germania. Il talento prepotente di Bargnani è stato l’ancora di salvataggio, ma domenica contro la Francia di un Tony Parker in stato di grazia servirà qualcosa di più per non salutare la Lituania. Sabato si osserverà una giornata di riposo utile a ritrovare le energie per poi provare l’impresa che riaccenderebbe le speranze italiane.

La svolta per gli azzurri è arrivata dopo trentuno minuti di paura e sofferenza: una parabola intelligente dalla lunga distanza di capitan Mordente si deposita nella retina e tutta la panchina scatta in piedi con un urlo di liberazione. Si festeggia il primo vantaggio sostanzioso della gara, 58-53. Nell’azione successiva Bargnani trova lo spazio per imitare il compagno e scavare il solco decisivo, 61-53 al 32’. Come l’estate scorsa i lettoni si confermano uno dei bersagli preferiti del Mago che ha avvisato tutti fin dall'avvio con due schiacciate perentorie. La Lettonia, a cui non è bastata la precisione dall'arco di Kuksiks, ha smesso di crederci tradita dal leader Blums (32 punti contro la Francia, ieri 1/10) e tanta gioventù. All’intervallo lungo l’Italia rincorreva 31-33 con un desolante 9/30 al tiro (17/45 da2, 4/19 da3 alla fine) e un 26-18 a rimbalzo frutto della disattenzione. Mentre Bargnani imperversava hanno latitato Gallinari e Belinelli.

Nel secondo tempo la partita si è mantenuta sempre in equilibrio con un timido accenno di allungo degli azzurri, 37-33 al 22’, subito spento da un break di 9-3 dei baltici firmato Kuksiks. Al rientro dagli spogliatoi però è cresciuta l’attenzione degli azzurri a rimbalzo (42-47 alla fine) e si è sfruttata la maggiore taglia fisica attaccando il ferro e conquistando molti tiri liberi (25/28), ossigeno allo stato puro viste le difficoltà a costruire canestri. Nell’ultimo periodo i lettoni hanno smesso di crederci con tanti errori al tiro (1/6 ai liberi) e qualche nervosismo di troppo, 66-56 al 36’. Bargnani si è tolto lo sfizio di due stoppate per chiudere in bellezza una prestazione da dominatore.

giovedì 1 settembre 2011

Eurobasket, l'Italia crolla nel finale e la Germania di Nowitzki festeggia

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=161600&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA – L’Italbasket è già a un passo dall’eliminazione dagli Europei. Nella notte più importante sul cammino verso Londra 2012 la Germania di Nowitzki ha spento, 62-76, le velleità della nazionale di Pianigiani. Ora solo un miracolo sportivo può qualificare gli azzurri alla seconda fase: devono vincere le tre sfide restanti e sperare nei passi falsi dei tedeschi o della Francia di un Tony Parker tirato a lucido.

L’obiettivo minimo dichiarato alla vigilia dalla Federbasket della qualificazione al torneo preolimpico è ormai un miraggio, ma oggi c’è da pensare alla Lettonia (16.45 Raisport1) e l’unico risultato disponibile è la vittoria.

Il punteggio finale non deve trarre in inganno: la partita è stata di un equilibrio e una tensione formidabili con lo scarto tra le due squadre che non ha mai superato i sei punti. L’Italia ha lottato, ma doveva e poteva fare molto di più. Nei momenti chiave è mancata l'esperienza e la mentalità di un gruppo che a differenza della Germania non ha mai affrontato gare di questa intensità. Se in difesa gli azzurri hanno messo la giusta aggressività e una staffetta Gallinari-Mancinelli su Nowitzki che ha funzionato, in attacco (22/68 al tiro) non ha funzionato nulla: troppe forzature uno contro cinque e l’incapacità di leggere le situazioni. L’atipicità sbandierata alla vigilia non s’è vista e la maggiore stazza dei tedeschi ha fatto il resto (44 a 34 a rimbalzo).

Ancora una volta il migliore è stato Gallinari (17 punti) assistito dall’energia di Mancinelli (11 punti, 3 recuperi). Bargnani (8 punti, 3/14 dal campo) non è mai riuscito a trovare la sua posizione nell’area colorata. Belinelli ci ha messo impegno, ma all'Italia serviva ordine e una diversa selezione dei tiri. Tutti temevano Nowitzki (21 punti, 12 rimbalzi), ma la Germania ha risolto la sfida con il talento sbarazzino del giovane Benzig (14 punti, 6/9), la sostanza di Kaman (17 punti, 17 rimbalzi) e il mestiere di Herber, sua la tripla decisiva.

La partita. Pianigiani conferma il quintetto base del debutto con l’eccezione di Carraretto al posto di Mancinelli. Per il resto Hackett in regia, Belinelli, Gallinari e Cusin sotto canestro. La Germania si affida subito a Nowitzki e la presenza del centro Kaman. I primi diciotto minuti di una gara che ha il sapore dello spareggio scorrono all’insegna dell’equilibrio (4 punti di scarto) e della tensione. Gallinari e Mancinelli (7 punti, 2 recuperi) organizzano la staffetta difensiva sulla stella dei Mavericks, ma il tedesco (14 punti, 8 rimbalzi in 16’) si può solo tentare di anticiparlo. L’Italia è aggressiva in difesa (9 palle perse in 20’ per la Germania) e stenta in attacco (11/30 al tiro) con i soliti difetti di circolazione della palla. Bargnani prova ad accendersi con una tripla e due stoppate, ma non trova mai la giusta posizione nell’area colorata (0/6 da2). Una tripla di Benzig e 4 punti consecutivi di Nowitzki lanciano i tedeschi al massimo vantaggio, 30-36 al 20’.

Al rientro dall’intervallo lungo “Wunder” Dirk si carica del terzo fallo e Belinelli firma il sorpasso dalla lunga distanza, 40-38 al 34’. L’Italia smette di ragionare e si accontenta di soluzioni forzatissime dal perimetro che non producono alcun risultato se non un eloquente 0/6. In difesa però gli azzurri continuano a essere aggressivi sui portatori di palla tedeschi e restano avanti con una fiammata del “Mago”, 51-48 al 32’. La tensione per la posta in palio ha creato tanta confusione e la nazionale ha perso la bussola. Prima della tripla della speranza del “Gallo”, 58-60 al 37’, i compagni ne hanno scagliate undici consecutive sul ferro. Il lungo Nba Kaman con un movimento, bellissimo, piede perno ha beffato il “Mago” sotto canestro, 60-64 al 38’. Trenta secondi più tardi l’onesto mestierante Herber con una tripla velenosa, 60-67, ha sancito la resa italiana.

Nel girone dell’Italia prosegue senza ostacoli la marcia della Francia e della Serbia, che hanno già ipotecato il passaggio del turno e si contenderanno la prima piazza. I transalpini, dopo il debutto in chiaroscuro con la Lettonia, hanno dominato 85-68 senza affanni Israele. Tony Parker (21 punti) è in uno stato di forma strepitoso e gli israeliani non hanno retto l’urto (40 a 20 a rimbalzo) dell’atletismo formidabile dei francesi. In grande spolvero anche Batum (15 punti, 6 recuperi). La Serbia ha domato, 92-77, un’encomiabile Lettonia zeppa di giovani e orgoglio. I baltici si sono rialzati dopo una partenza shock, 19-2 al 7’, tenendo viva una sfida impossibile sulla carta. Tra i serbi in evidenza Krstic (23 punti) e Savanovic (19 punti).

Nessuna sorpresa nel girone A dove le tre big Spagna (ottimo Pau Gasol), Lituania e Turchia hanno agevolmente quasi staccato il biglietto per la seconda fase. Regna invece l’equilibrio nel gruppo C con la Grecia a punteggio pieno e dietro una gran bagarre con la Bosnia dei “romani” Gordic e Dedovic, decisivi, che si è aggiudicata il derby con il Montenegro di Dasic (20 punti, 16 rimbalzi nel debutto di mercoledì). Nel gruppo D Russia e Slovenia sono davanti a tutti.

mercoledì 31 agosto 2011

Eurobasket, troppa Serbia per l'Italia

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=161456&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA - Esordio tra luci e ombre per la nazionale di Pianigiani che si arrende, 80-68, alla solidissima Serbia nella prima sfida degli Europei. Gli azzurri provano a sorprendere la corazzata slava con una partenza sprint senza timori reverenziali, ma alla distanza esce fuori lo strapotere fisico e la maggiore qualità degli avversari.

La squadra allenata dal santone Ivkovic indirizza la partita con due parziali devastanti: 11-2 nel secondo periodo e 17-3 in quello conclusivo. L’Italia non si scompone anche sul -18 e ha il merito di restare sempre con la testa sul campo. Pianigiani ha tentato di mischiare le carte con molta difesa a zona, ma la circolazione di palla con cui i serbi la eludono è da manuale della pallacanestro. Il play Milos Teodosic (15 punti, 8 assist), dopo aver sofferto in avvio la pressione di Hackett, ha dominato la gara con letture ed esecuzioni perfette di tutte le situazioni di gioco. Sono stati decisivi anche il lungo uscito dalla panchina Macvan (14 punti, 6/7 da2) e l’eterno bambino Tepic (15 punti, 7/12 al tiro).

Danilo Gallinari (15 punti, 6/8 da2) è stato il migliore della formazione italiana specialmente nel primo tempo. Bargnani (8/15 da 2, 9 rimbalzi) ha pagato in difesa la mobilità dei lunghi serbi senza avere il ritmo giusto attacco. In ombra Belinelli (9 punti, 1/7 da 3), troppe forzature per lui, e Mancinelli spentosi presto. In regia Hackett ha dato energia, mentre Maestranzi ha rincorso senza costrutto le geometrie di Teodosic. Da rivedere il tiro dalla lunga distanza (2/17), mentre a rimbalzo si è lottato bene (38-33).

L’Italia non si è passata abbastanza la palla (22 assist a 8), come spesso invece richiesto dal ct. Ora non c'è tempo per i cattivi pensieri: domani alle 20 c'è la Germania di Nowitzki. Occorre conservare le cose positive dell’esordio più difficile e ricordare che solo dodici mesi fa, mentre la Serbia lottava per una medaglia mondiale, la nazionale cercava la qualificazione a Eurobasket.

La partita. Alla palla a due Pianigiani lascia fuori Bargnani con Cusin in quintetto base e Hackett in cabina di regia a montare la guardia su Teodosic . Sul perimetro conferma il trio Belinelli-Gallinari-Mancinelli. Ivkovic va sul sicuro con Teodosic, Tepic, Kesely, Savanovic e Krstic. L’impatto dell’Italia con gli Europei è ottimo: funzionano bene i tempi della difesa e trova punti in transizione, 0-7 al 3’. La Serbia ha le mani gelide, 0/8 al tiro, ma si accende con due jolly dalla lunga distanza di Tepic e Teodosic, 6-9 al 5’. Il conto delle palle perse dai serbi sale a 5 e Gallinari (8 punti) vola in contropiede, 10-18 al 10’. Ivkovic toglie uno statico Krstic e vara per il secondo periodo un quintetto pesante con i giganti Macvan-Perovic. Gli azzurri perdono fluidità in attacco e i due lunghi banchettano nell’area colorata: in quattro minuti piazzano il primo break pesantissimo di giornata, 11-2, per il sorpasso 23-22 al 15’.

La retina dalla lunga distanza è un miraggio (11 errori consecutivi), ma Belinelli e compagni limitano i danni anche con l’energia di Cusin, 35-29 al 20’. Al rientro dall’intervallo lungo l’Italia sbanda paurosamente: perde aggressività in difesa e fiducia in attacco. La Serbia mette le mani sulla partita con un parziale di 17-3, 52-34 al 25’. Pianigiani spende due time-out per scuotere i suoi e funziona. Bargnani (13 punti) cerca ossigeno, la zona produce qualche effetto temporaneo e finalmente si riprende a correre, 57-53 al 30’. Nel momento chiave sale in cattedra il professor Teodosic (7 assist): il play di Valjevo fa circolare la palla in maniera divina, innesca tiratori micidiali come Kesely e si mette in proprio. La sua tripla del 71-55 al 34’ fa partire con largo anticipo i titoli di coda. Alla fine si gioca solo per i tabellini e il Mago (23 punti) amplia il bottino.

Nelle altre partite del raggruppamento italiano la Germania di Nowitzki (25 punti, 3 rimbalzi) travolge, 91-64, Israele e avverte l'Italia diretta concorrente per l'accesso alla seconda fase. Gli israeliani crollano nel terzo periodo sotto i colpi della stella di Dallas e del centro Kaman (18 punti, 10 rimbalzi). Nell'altra sfida la Francia soffre più del previsto contro una Lettonia volitiva e si aggrappa ai numeri di Toni Parker (31 punti) per condurre in porto il successo, 89-78.

Eurobasket, l'Italia ci prova con i Big-Three

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=161378&sez=HOME_SPORT&ssez=ALTRISPORT

di Gabriele Santoro

ROMA – Domenica mattina l’Italbasket ha chiuso la valigia ed è decollata destinazione Lituania con un sogno e un obiettivo concreto: riscoprirsi grande tra i giganti della pallacanestro europea e avvicinare Londra 2012. La nazionale guidata da Simone Pianigiani, dopo estati di purgatorio cestistico, oggi alle 14.15 tornerà a calcare il palcoscenico che le spetta con il debutto a Eurobasket 2011 contro la temibile Serbia di Milos Teodosic e Nenad Krstic. L’entusiasmo, il talento e la faccia tosta di un gruppo giovane sono gli ingredienti principali dell’Italia che non ha più tempo per pensare: l’aspettano cinque partite in sei giorni nel girone più duro per conquistarsi un destino di prestigio. Nel 2007 chiuse la rassegna iridata con un mesto nono posto. Nel 2009 non si qualificò per la prima volta nella sua storia. Oggi si respira un’aria di riscatto con il pensiero che vola ai giorni dorati di Atene 2004, l’ultima magnifica impresa.

Questa edizione dei campionati Europei (31 agosto-18 settembre), ricca di protagonisti del mondo Nba, ha una favorita d’obbligo: la Spagna di Pau Gasol e del ct italiano Sergio Scariolo. La “cantera” catalana incanta anche sul parquet con il suo bagaglio infinito di talento: a luglio la selezione iberica under 20 ha dominato il torneo di categoria. Alle spalle freme la Lituania, tutt’altro che brillante in fase di preparazione ma forte del sostegno di un paese innamorato di questo sport, dello zar Jasikevicius e del gigante del futuro Valanciunas. La Turchia sembra appagata dall’argento mondiale 2010. La Francia di Joachim Noah e Tony Parker sulla carta è da medaglia, ma i galletti spesso hanno tradito le attese. Non c’è più la Yugo dei Bodiroga e Danilovic, tantomeno quella dei Divac e Petrovic. Delle sei repubbliche sorte dalla polverizzazione dei Balcani le uniche a nutrire ambizioni sono la Serbia rodata del santone Ivkovic e la Slovenia di Erazem Lorbek. Attenzione a Russia e Grecia inserite nei due gironi più abbordabili. Le due finaliste ottengono subito il pass per le Olimpiadi, le qualificate dal terzo al sesto posto tengono aperta la porta per Londra con il torneo preolimpico.

Lituania, terra di basket. A Vilnius la leggenda lituana Arvydas Sabonis ha aperto ufficialmente la manifestazione con il classico taglio di nastro e una marea umana di 55mila persone che ha palleggiato all’unisono in tutto il Paese. La Lituania con i suoi appena tre milioni di abitanti ha un bacino incredibile di appassionati e una scuola cestistica che sforna talenti in quantità industriale. Il paese baltico, entrato nel 2004 nell’Ue, vuole dimostrare di essere all’altezza della sfida organizzativa e mostrare al mondo l’amore per il gioco.

L’Italia non è solo i Big-Three. Bargnani, Belinelli, Gallinari e poi? Gli occhi sono tutti puntati sui tre alfieri azzurri in Nba, ma non basta. Il “Gallo” è la novità rispetto al passato recente. L’ala milanese non solo eleva il tasso qualitativo, ma garantisce moltissime soluzioni a Pianigiani: da rimbalzo difensivo grazie all’esplosività fisica può accendere il contropiede in cui l’Italia si esprime al meglio, può ricevere palla spalle a canestro, guadagna tanti tiri liberi oltre alle soluzioni dalla lunga distanza. Con lui in campo c’è più fluidità offensiva e si soffre meno a rimbalzo. Il “Mago” è la nostra macchina da canestri dentro e fuori l’area colorata e l’unico lungo di stazza in una selezione di giocatori con taglia bassa rispetto alla concorrenza. Inoltre dovrà essere preservato nella gestione dei falli. Il “Beli” senza troppi palleggi e soluzioni individuali forzate è l’uomo che può risolvere la partita in qualsiasi momento. Una chiave di questa nazionale è Mancinelli. Il “Mancio” un lungo atipico, favoloso collante con le sue doti di passatore. I gradi del play titolare sono stati assegnati al paisà Maestranzi. Dalla panchina può uscire l’energia di Hackett e Datome, l’esperienza dei pretoriani Carraretto e Mordente, l’impegno di Cusin.

L’idea alla base del gioco azzurro è quella di difendere forte, correre per innescare il talento offensivo dei suoi Nba e sopperire al deficit di centimetri con il contributo di tutti a rimbalzo. Ma in sfide così ravvicinate più che la qualità di un pick and roll vince lo spirito di squadra, quella voglia di non chinarsi anche di fronte a un avversario più forte. L’Italia, come ripete spesso Pianigiani, ha poca esperienza ma tanta fame di riprendersi il terreno perduto. Nel girone di Siauliai se Francia e Serbia sembrano poter ipotecare il passaggio del turno, c’è molto equilibrio con la Germania di Nowitzki, la Lettonia e Israele che ha perso la stella Casspi. L'esordio con i serbi, che sono un mix interessante di talento navigato, può regalare sorprese. La sensazione è che gli azzurri possano vincere, ma anche perdere, con tutti. Ora la parola passa ai legni della Siauliu Arena, bella struttura con cinquemila posti a sedere che ospiterà la prima fase degli azzurri. Siauliai è la quarta città più popolosa della Lituania con oltre centotrentamila abitanti. Robert Javtokas e Minda Zukauskas (ex Siena e Pesaro) i due cestisti più famosi.

Quante stelle Nba. Forse complice l’ombra sempre più ingombrante della serrata i giocatori europei che militano nella lega statunitense hanno fatto l’impossibile per essere in Lituania con le rispettive nazionali. Nowitzki, i fratelli Gasol, Parker, Turkoglu, oltre ai nostri, sono pronti a infiammare la competizione che per venti giorni attirerà l’attenzione di tutto il pianeta della palla a spicchi.

martedì 28 giugno 2011

Italbasket, torna Gallinari nella nazionale che punta agli Europei

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=154337&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA - L’Europa del basket che conta torna a tingersi d’azzurro. Dopo aver trascorso le ultime quattro estati nei bassifondi continentali tra tornei di qualificazione estenuanti e improduttivi l’Italbasket all’americana apre ufficialmente la caccia a una medaglia al prossimo campionato Europeo dal 31 agosto in Lituania. Il ct Simone Pianigiani, che con la sua Siena nel Bel Paese non conosce ostacoli (cinque scudetti consecutivi, 92% di vittorie), ha ufficializzato a Rimini dove si terrà un torneo (12-14 agosto con Bosnia, Polonia e Grecia) di preparazione la lista dei convocati che dal 18 luglio si raduneranno a Bormio. Gli azzurri inseriti nel gruppo B si confronteranno subito con squadre competitive come la Serbia di Teodosic e Krstic, la Germania che aspetta il sì di uno sfinito Nowitzki, la Francia formato Nba da Tony Parker a Joachim Noah, l’esperta Israele e la meteora Lettonia. Sarà un Europeo dall'alto tasso tecnico arricchito di stelle che ormai dominano anche oltre oceano.

L’Italia, che necessita delle quote stabilite a tavolino per vedere nel proprio campionato giocatori italiani, prima della storica mancata qualificazione a Eurobasket 2009 non era andata oltre il nono posto nel 2005 e nel 2007. L’argento olimpico conquistato ad Atene 2004 da un gruppo straordinario, con le triple ignoranti di Gianluca Basile e la regia pazza di Gianmarco Pozzecco con in panchina Recalcati, chiuse un’epoca dorata aperta dalla nazionale di Ettore Messina vice campione d’Europa a Barcellona ’97. Poi un vuoto generazionale di un movimento che fatica a produrre nuovi talenti. Oggi l’ambizione di vertice è rinnovata dalla presenza dei Big-Three, Bargnani-Belinelli-Gallinari, alfieri azzurri in Nba e dal metodo di lavoro certosino di Pianigiani che è alla base dei successi della Montepaschi.

La novità principale nelle convocazioni diramate dal coach senese riguarda proprio il rientro di Danilo Gallinari. Il “Gallo”, una volta messi alle spalle i problemi fisici che l’hanno costretto a dare forfait in precedenza, garantisce un salto di qualità fondamentale aumentando esponenzialmente la pericolosità offensiva. In cabina di regia la concorrenza è affollata con Vitali, Maestranzi, Poeta e Giachetti a contendersi due maglie. Il reparto guardie-ali è il più competitivo: Marco Belinelli, reduce dalla migliore annata Nba con gli Hornets, è in ottima compagnia con i veterani Mordente, Carraretto e la coppia Datome-Mancinelli che assicura punti, atletismo ed energia. Le note dolenti arrivano sotto canestro: oltre alla certezza Andrea Bargnani, autentico trascinatore degli azzurri la scorsa estate, ci sono solo incognite. I pivot Andrea Crosariol e Marco Cusin sono reduci da un’annata incolore, così come il romano Angelo Gigli che si integra a perfezione con il “Mago” ma ha saltato tutta la stagione a causa di troppi infortuni. A completare il gruppo ci sono Cavaliero, il lungo Renzi sorpresa della Legadue e conteso sul mercato, il duetto Hackett-Cinciarini che potrebbe stravolgere le gerarchie nel ruolo di play.

Un’Italia di cui andare orgogliosi. «Siamo una Nazionale atipica con poca taglia fisica - ha spiegato Simone Pianigiani - e cercheremo di trasformare la nostra atipicità in un punto di forza. Durante il periodo di preparazione l’obiettivo sarà ricercare un linguaggio tecnico comune: all’Eurobasket con cinque partite in sei giorni non c’è tempo di pensare. Vogliamo proseguire sulla strada intrapresa lo scorso anno e rendere orgogliosi gli appassionati per come stiamo in campo con la faccia giusta in ogni appuntamento. L’Europeo è come un terno a lotto, ma ci sono l’entusiasmo e i presupposti per farci trovare pronti. Ripartiamo dal gruppo dell'anno scorso. Abbiamo lasciato a disposizione della Nazionale Under 20 alcuni giovani interessanti come Gentile, Moraschini, Melli, perché pensiamo che quella Nazionale possa ottenere un buon risultato.» Il presidente federale Dino Meneghin è sulla stessa lunghezza d’onda: «Parte una nuova stagione per la Nazionale e la voglia di fare è grande. Siamo consapevoli delle difficoltà del campionato Europeo, rispettiamo tutti, ma non abbiamo paura di nessuno. Vedo una grande disponibilità e un attaccamento notevole alla maglia azzurra che dà una spinta notevole.»

sabato 5 marzo 2011

L'Nba sbarca a Londra, Bargnani accende la doppia sfida ai Nets

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=140850&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA - Il talento offensivo del “Mago” Bargnani (23 punti, 11/21 al tiro) e la regia illuminante di Deron Williams (16 punti, 11 assist) hanno acceso la prima e storica partita del campionato Nba in Europa. Nell’Inghilterra patria del calcio è approdata l’Nba sempre più globale con la sfida finita 103-116 tra i Toronto Raptors e i New Yersey Nets. I circa diciannovemila spettatori che hanno riempito l’avveniristica O2 Arena di Londra hanno accolto con calore l’esibizione tra due squadre in piena fase di transizione.

L’arena di North Greenwich, dotata di venti tra bar e ristoranti, un cinema con undici sale, due musei e collegata perfettamente con il resto della città ha offerto un saggio di quello che sarà la Londra olimpica. Questa è stata anche l’occasione per testare il gradimento per la pallacanestro nel Regno Unito che a parte qualche alfiere (Luol Deng dei Chicago Bulls) non ha alle spalle un movimento solido. Durante la gara il solerte speaker ha spiegato a più riprese al pubblico le regole del gioco.

«Il tifo si è suddiviso equamente - ha raccontato a fine serata un sorridente Deron Williams - la novità dell’esperienza è più forte del disagio per il fuso orario e l’adattamento. Credo sia stato uno spot importante per la diffusione dell’Nba e del basket. Io di passaggio a New Yersey? No, sono bastati pochi minuti di dialogo con Mr. Prokhorov per percepire la volontà di costruire una franchigia da titolo e mi esalta l’idea di esserne il perno fondamentale». Williams, appena giunto dagli Utah Jazz, è il primo colpo di mercato importante del magnate russo Prokhorov dopo i rifiuti eccellenti di LeBron James e Melo Anthony. Fra i vari progetti della nuova proprietà c’è quello di trasferire la squadra a Brooklyn (NYC). I Nets (18 vinte, 43 perse) e i Raptors (17 vinte, 45 perse), rispettivamente quart’ultima e terz’ultima nella Eastern Conference, hanno poco da chiedere a questa stagione e in campo si vede.

La partita scorre senza sussulti per tre quarti: 81-78 al 36’ per una Toronto decisamente rivedibile in difesa, ma animata dall’atletismo di DeRozan (30 punti) e dalla mano educata di Bargnani. Deron Williams predica grande pallacanestro nel deserto tecnico degli attuali Nets e innesca un volenteroso Brook Lopez (25 punti). Avery Johnson pesca dalla panchina le energie giuste con l’ex Lakers Farmar e l’ex canturino Sundiata Gaines, sì proprio lui, per prendere l’inerzia della gara, 97-104 al 39’. Deron Williams con una tripla mette il sigillo al primo successo, che interrompe una striscia di sei sconfitte consecutive, in maglia Nets. I Raptors tirano male (34% complessivo) e cedono a rimbalzo (41-36).

Le statistiche premiano la stagione di Bargnani (21.8 punti di media) diventato a Toronto ormai il cosiddetto uomo-franchigia. Ma a quattro anni dalla scelta nel Draft e un ottimo percorso di crescita individuale aumenta la curiosità di vedere il “Mago” confrontarsi in un contesto diverso con più ambizioni di questi Raptors, dove possa sviluppare anche altri aspetti del gioco oltre all’affermata capacità di far canestro.

Da mercoledì, dopo lo sbarco fra molti sbadigli all’aeroporto di Heathrow, le giornate londinesi delle star Nba sono state dense di appuntamenti, sessioni di allenamento, foto di gruppo sullo sfondo di Tower Bridge e qualche concessione. Lo sloveno Vujacic, talento scoperto da Tanjevic e compagno della bella tennista Sharapova, per esempio ha seguito a Stamford Bridge Chelsea-Manchester Utd. Stasera all’O2 Arena si replicherà per il classico back-to-back Nba. Nel prossimo futuro alcune gare della stagione regolare in Europa potrebbero diventare una tappa fissa, ma servono infrastrutture sportive all’altezza e una logistica di prima qualità. Parigi, Berlino e Londra rientrano negli standard Nba. L’Italia?