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martedì 21 agosto 2012

Super Datome trascina l'Italia contro la Turchia di Tanjevic e l'Eurobasket '13 si avvicina

http://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/europei_basket_italia_turchia/notizie/215172.shtml
di Gabriele Santoro

ROMA - Una serata così Gigi Datome l’aveva sognata a lungo e preannunciata con un cinguettio su Twitter: «C’è voglia di impresa». L’Italbasket brucia, 78-69, in rimonta la temibile Turchia di BodganTanjevic e avvicina sensibilmente la qualificazione all’Europeo del 2013. Un eventuale successo in Bielorussia (a Minsk il 28 agosto) consentirebbe di prenotare, a meno di sorprese negative clamorose, il biglietto per la Slovenia.

L’ala (23 punti, 5/6 da2, 5/7 da3) di Olbia, davanti al pubblico sardo di un PalaSerradimigni stracolmo, disputa la partita perfetta ed è il trascinatore nella cavalcata vincente del quarto periodo (27-14 in 10’). Per 36’ (dal 51-61 del 32’ al 64-64 del 36’) gli azzurri rincorrono e sbattono contro i muscoli della selezione turca, guidata dal prospetto Karaman e il centro Erden, ma non smarriscono mai l’entusiasmo, la fiducia e la coesione. Un altro protagonista della sfida è Daniel Hackett: il ragazzo di Pesaro ha un’energia incontenibile e rappresenta il volto di un’Italia senza paura. Determinante anche l’apporto di Gallinari che risponde alla fisicità degli avversari. Prima della palla a due il presidente federale Meneghin omaggia Tanjevic: rivederlo urlare e infiammarsi a bordo campo è una gioia per tutti gli appassionati di pallacanestro.

La partita. Dopo un avvio timido su entrambi i lati del campo (0/5) Gallinari, schierato in quintetto base, suona la sveglia con 5 dei primi 7 punti dell’Italia, 7-4 al 4’. La Turchia impone subito la sua grande fisicità e approfitta di una difesa leggera, attaccando con continuità il ferro, 9-12 al 7’. Il giovane talento Karaman domina a rimbalzo e imperversa nell’area dei tre secondi con diversi numeri del suo repertorio, 11-18 all’8’. Pianigiani chiama Datome e Hackett dalla panchina: il primo scuote il pubblico con una tripla importante, il secondo alza l’intensità difensiva, 14-18 al 10’.

Nel secondo periodo
l'Italia continua a trovare l’area affollata (8/24 da2 al 20’) e non riesce a scardinarla con il tiro da fuori (2/7 da3 al 20’). L’esperto Arslan (5 punti) penetra con troppa facilità e Karaman (10 punti) allarga il divario, 22-34 al 17’. Preldzic crea sempre pericoli, mentre Erden stoppa qualsiasi avversario si avvicini al tabellone. Gallinari (8 punti) è l’unico a contrastare lo strapotere atletico (23-19 a rimbalzo) dei turchi e guadagna viaggi in lunetta (6/7 da1). Datome (6 punti) decolla e inchioda una schiacciata stellare. Hackett (8 punti), a fil di sirena, piazza una tripla di tabella che infonde coraggio, 32-36 al 20'.

Al rientro dall’intervallo
lungo i turchi continuano a gestire ritmi ed inerzia. La nazionale fatica tantissimo in attacco, ma con Datome ed Aradori resta sempre agganciata, 51-53 al 29’. In apertura dell’ultimo quarto la gara sembra scivolare via con un break negativo di 8-0, 51-61. Datome si prende tutte le responsabilità in attacco con il lay-up e la tripla che riaccendono la luce. Hackett ha un’energia incontenibile e con Aradori in contropiede firmano l’aggancio, 64-64. La Turchia perde lucidità, mentre l’ala della Virtus Roma esalta il PalaSerradimigni con la quarta tripla personale e la schiacciata che scava il solco definitivo, 71-64 al 38’. Preldzic dà l’ultimo brivido con un gioco potenziale da 4 punti, 71-67. Cavaliero inventa una tripla ignorante e poi c’è spazio per lo spettacolo: Datome in contropiede serve a Gallinari l’assist per la schiacciata, in reverse, della gioia.

sabato 26 novembre 2011

Nba, c'è l'accordo: si gioca a Natale

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=171171&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA - L'Nba ha annunciato l'accordo tra giocatori e proprietari per la fine della serrata che durava da 150 giorni e a Natale partirà il campionato. E c'è una conseguenza diretta per Roma, che vede sfumare l'operazione Tyreke Evans, e Milano che saluta Gallinari.

Manca solo l’ufficialità, ma l’Nba è pronta a ripartire. «Abbiamo trovato un accordo di massima, che è soggetto a diversi passaggi burocratici prima della sua approvazione definitiva, ma siamo molti ottimisti che sarà ratificato a breve e la stagione partirà il 25 Dicembre». David Stern, il gran capo della Lega statunitense, ha rimesso in moto con queste parole la macchina organizzativa dell’Nba.

Ora si voterà a maggioranza assoluta, ovvero almeno la metà più uno dei trenta proprietari e dei giocatori dovrà dire sì. L’ultima riunione fiume, quindici ore di trattative che si sono concluse nella tarda notte a New York, tra le due parti ha messo un punto alla serrata scattata il 30 giugno scorso alla scadenza del precedente contratto collettivo degli atleti.

È la fine di un incubo per le migliaia di lavoratori dell’indotto, dagli addetti alle arene ai servizi di sicurezza, che non hanno ingaggi milionari e sono a spasso da diversi mesi. Una gioia per la platea planetaria che si appassiona e diverte con le giocate spettacolari delle stelle a canestro.

Un sollievo per i conti in banca a nove zero di Bryant&soci e delle franchigie che in due mesi senza basket hanno registrato un buco da record quantificabile in trecento milioni di dollari. I dettagli precisi dell’accordo non sono ancora stati resi noti, ma lo scoglio chiave della spartizione degli introiti fatturati dall’Nba dovrebbe essere stato superato con un salomonico 50%-50% tra le proprietà e i giocatori e qualche benefit inserito in favore di questi ultimi.

La partita nel giorno di Natale è un classico Nba: in assenza di altri eventi sportivi catalizza l’attenzione e c’è da scommettere che sarà messo in calendario un esordio scoppiettante. Infatti per lanciare in grande stile la nuova annata con tutta probabilità saranno almeno due le sfide di cartello: il remake dell’ultima finale Dallas-Miami e Chicago-Lakers a Los Angeles.

La stagione sarà ridotta dalle canoniche 82 partite a 66. Ora sarà una corsa contro il tempo con il mercato che si intreccerà con il mese di preparazione atletica e tecnica delle squadre. Le ultime giornate di trattative non infondevano buoni presagi, ma il termine ultimo di Natale era ormai prossimo. Nessuno si sarebbe assunto la responsabilità di far saltare l’intero campionato, che tradotto significa non spartirsi una torta da 4 miliardi di dollari.

Una notizia che invece impoverisce il campionato italiano e l’Eurolega. Fino a ieri pomeriggio a Roma si respirava un’aria frizzante per l’ingaggio, non formalizzato, della stella dei Sacramento Kings Tyreke Evans e la società contava di averlo nella Capitale, una volta espletate le pratiche per il visto di lavoro, tra mercoledì e giovedì prossimo. A meno di un difficile nuovo passo falso dell’Nba Evans, offerto all’Acea più che cercato, non indosserà la canotta della Virtus. Ma la disponibilità economica dimostrata da un’operazione di questa portata fa traspirare ottimismo per un nuovo e tempestivo intervento sul mercato per ovviare alle lacune del roster capitolino.

Anche l’Emporio Armani Milano deve rinunciare con dispiacere a Danilo Gallinari.
Il “Gallo” farà le valigie per tornare a Denver.

L’Eurolega perderà una stella di prima luce come il russo Andrei Kirilenko, che in queste settimane ha incantato tutti con il suo Cska Mosca. Tony Parker saluterà l’Asvel Villeurbanne e Deron Williams i turchi del Besiktas.

«Egoisticamente è un peccato che l’Nba riparta proprio nel momento in cui c’era l’opportunità di portare nel campionato italiano un talento del calibro di Evans - commenta Lino Lardo, coach dell'Acea Roma - sarebbe stato il più forte straniero di sempre. Avrebbe acceso l’entusiasmo intorno alla squadra. Ma ora torniamo sulla terra: domenica affrontiamo un’avversaria fortissima come Cantù e sono contento di avere a disposizione una pedina in più come Mordente che nella mia carriera ho rincorso a lungo».

Ieri la guardia abruzzese ha svolto la prima seduta di allenamento con i compagni e ha dimostrato di essersi subito calato nella nuova realtà. Domenica pomeriggio esordirà al Palazzetto davanti ai tifosi romani con la canotta numero dodici. «La Virtus oggi è la soluzione migliore per me e la mia famiglia - spiega Mordente - e il coronamento di tanti contatti mai concretizzatesi nel passato. Anche durante l'estate avevamo parlato senza trovare la quadra. In classifica ci manca una vittoria e saremmo a ridosso della vetta. Il primo contatto con la squadra è stato positivo e già da domani proverò a dare il mio contributo anche se il debutto con Cantù non è dei più semplici».

domenica 4 settembre 2011

Eurobasket, Italia battuta dalla Francia saluta la Lituania

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=161899&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA - L’Italbasket si congeda dagli Europei con una partita generosa e di qualità. Il trio Bargnani (22)-Gallinari (18)-Belinelli (19) in attacco (59 punti in tre) e una buona difesa tengono gli azzurri avanti per trentotto minuti prima che le giocate risolutive di Boris Diaw regalassero la vittoria, 91-84, e la qualificazione all’ambiziosa Francia. La nazionale di Pianigiani sfrutta la giornata storta di Tony Parker (3/11 al tiro, 4 falli commessi), ritrova buone percentuali al tiro (66% da2, 30% da3) con una migliore circolazione della palla, gestisce bene alcuni giri a vuoto e perde la lucidità solo nella volata finale (31 punti subiti nell’ultimo periodo). I transalpini dotati di una quantità di talento, fisicità e atletismo impressionante, da medaglia d’oro, hanno dimostrato di saper vincere anche senza i trenta punti a serata della stella Parker. Nicolas Batum (20 punti) ha imperversato con Diaw (21 punti) e Gelabale (8 punti, 100% dal campo) ha infilato le triple della svolta.

Nella serata in cui il passaggio del turno era già compromesso si è vista l’Italia migliore che ha valorizzato la propria atipicità: tanta sofferenza nell’area colorata per la scarsa fisicità (sotto 38-17 a rimbalzo, 25/40 da2 per i francesi nell’area dei tre secondi) compensata dal talento dei suoi Nba, dalla corsa e dal sacrificio dei compagni in difesa. Ora non resta che vincere domani contro Israele con il rimpianto fortissimo per la sconfitta contro la Germania: con Bargnani coinvolto e innescato come nelle ultime due partite e percentuali di realizzazione meno scadenti (32% al tiro contro i tedeschi) il passaggio del turno era cosa fatta.

Mago speciale.
Il record dei trentasei punti (22 di media con 6.5 rimbalzi) segnati contro la Lettonia è l’immagine più bella del nostro Europeo. Il fenomeno dei Raptors è il simbolo dell’Italia cestistica che sta faticosamente cercando di risalire la china. Il campo dice che la strada è ancora lunga, ma c’è un punto fermo e ha la maglia numero sette.

L’eliminazione brucia
come però era troppo alto l’obiettivo, fissato dalla Federazione, del pass per il torneo preolimpico destinazione Londra 2012. Il trio di Nba non ha girato alla perfezione e questa era la condizione essenziale per alimentare qualsiasi tipo di sogno. Nelle prime tre partite Belinelli ha viaggiato al 27% al tiro. Gallinari, penalizzato da una distorsione alla caviglia, non ha espresso al massimo le sue potenzialità. Per il resto la squadra non ha lesinato impegno e dedizione con le note lacune in fase di regia, dove però Hackett ha dato energia, e una panchina troppo corta. Ma si riparte da qui. Paradossalmente la notizia migliore dell’estate azzurra è arrivata a luglio, quando la selezione Under 20 dopo diciassette anni è tornata nella finale europea di categoria. Alle spalle di questo gruppo, che nel 2012 dovrà sudarsi la qualificazione ai prossimi Europei, ci sono dei giovani interessanti da integrare. Su tutti Alessandro Gentile: il figlio d’arte il cui talento sta sbocciando in un ambiente ideale. A Treviso ha tanti minuti e responsabilità a differenza di troppi italiani che fanno da tappezzeria nelle rispettive formazioni. Nella Milano milionaria il buon prospetto Melli sarà il sesto lungo, a Siena gli italiani sono solo un buon completamento. Una nazionale vincente non si costruisce in America, ma nei nostri campionati.

La partita.
Pianigiani conferma il quintetto base della prima vittoria con la Lettonia: Hackett in regia, Belinelli e Carraretto sul perimetro, Gallinari in ala grande e Bargnani sotto canestro. Collet risponde con Parker, De Colo, Batum, Diaw. L’avvio non è incoraggiante: gli azzurri si dimenticano due volte Batum che vola a schiacciare su invenzione di Parker, 8-3 al 2’, e accettano un ritmo alto. Bargnani e Carraretto (5 punti) suonano la sveglia: il romano infila tredici dei primi ventitre punti dell’Italia con il solito repertorio di tiri fronte a canestro, triple e due splendide schiacciate; il pretoriano del ct ci sblocca prende coraggio dalla lunga distanza, 16-18 all’8’.

La Francia cerca e trova Noah (4 punti), mentre Gallinari concretizza una buona circolazione di palla dall’arco, 20-23 al 10’. Nel secondo periodo riemergono i fantasmi delle tre sfide precedenti: la nazionale non fa canestro per 3’ con le forzature del Gallo (1/5) e i francesi sorpassano, 29-26 al 14’. Il Mago (17 punti) è uno spettacolo, mentre arriva la prima e unica fiammata del Belinelli (15 punti) vecchia maniera, versione Fortitudo Bologna: tre triple consecutive a bersaglio in 1’42 per il massimo vantaggio, 41-48 al 20’. Al rientro dall’intervallo lungo Diaw (13 punti), Batum (14 punti) e Noah ricominciano a macinare punti in area e la dote acquisita evapora, 52-54. Gallinari dà fosforo e ossigeno in attacco e rimette la giusta distanza, 60-67 al 30’. In apertura dell’ultimo quarto la difesa italiana ha le mani basse e Gelabale è una sentenza dalla lunga distanza, 77-74 al 35’. Un gioco da tre punti dell’ala milanese vale l’ultimo vantaggio, 79-81 al 38’. A 55” dalla sirena Bargnani sull’83-82 manda sul ferro una tripla fondamentale, Diaw non sbaglia, 85-82, e Belinelli getta al vento il possesso della speranza.

mercoledì 31 agosto 2011

Eurobasket, l'Italia ci prova con i Big-Three

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=161378&sez=HOME_SPORT&ssez=ALTRISPORT

di Gabriele Santoro

ROMA – Domenica mattina l’Italbasket ha chiuso la valigia ed è decollata destinazione Lituania con un sogno e un obiettivo concreto: riscoprirsi grande tra i giganti della pallacanestro europea e avvicinare Londra 2012. La nazionale guidata da Simone Pianigiani, dopo estati di purgatorio cestistico, oggi alle 14.15 tornerà a calcare il palcoscenico che le spetta con il debutto a Eurobasket 2011 contro la temibile Serbia di Milos Teodosic e Nenad Krstic. L’entusiasmo, il talento e la faccia tosta di un gruppo giovane sono gli ingredienti principali dell’Italia che non ha più tempo per pensare: l’aspettano cinque partite in sei giorni nel girone più duro per conquistarsi un destino di prestigio. Nel 2007 chiuse la rassegna iridata con un mesto nono posto. Nel 2009 non si qualificò per la prima volta nella sua storia. Oggi si respira un’aria di riscatto con il pensiero che vola ai giorni dorati di Atene 2004, l’ultima magnifica impresa.

Questa edizione dei campionati Europei (31 agosto-18 settembre), ricca di protagonisti del mondo Nba, ha una favorita d’obbligo: la Spagna di Pau Gasol e del ct italiano Sergio Scariolo. La “cantera” catalana incanta anche sul parquet con il suo bagaglio infinito di talento: a luglio la selezione iberica under 20 ha dominato il torneo di categoria. Alle spalle freme la Lituania, tutt’altro che brillante in fase di preparazione ma forte del sostegno di un paese innamorato di questo sport, dello zar Jasikevicius e del gigante del futuro Valanciunas. La Turchia sembra appagata dall’argento mondiale 2010. La Francia di Joachim Noah e Tony Parker sulla carta è da medaglia, ma i galletti spesso hanno tradito le attese. Non c’è più la Yugo dei Bodiroga e Danilovic, tantomeno quella dei Divac e Petrovic. Delle sei repubbliche sorte dalla polverizzazione dei Balcani le uniche a nutrire ambizioni sono la Serbia rodata del santone Ivkovic e la Slovenia di Erazem Lorbek. Attenzione a Russia e Grecia inserite nei due gironi più abbordabili. Le due finaliste ottengono subito il pass per le Olimpiadi, le qualificate dal terzo al sesto posto tengono aperta la porta per Londra con il torneo preolimpico.

Lituania, terra di basket. A Vilnius la leggenda lituana Arvydas Sabonis ha aperto ufficialmente la manifestazione con il classico taglio di nastro e una marea umana di 55mila persone che ha palleggiato all’unisono in tutto il Paese. La Lituania con i suoi appena tre milioni di abitanti ha un bacino incredibile di appassionati e una scuola cestistica che sforna talenti in quantità industriale. Il paese baltico, entrato nel 2004 nell’Ue, vuole dimostrare di essere all’altezza della sfida organizzativa e mostrare al mondo l’amore per il gioco.

L’Italia non è solo i Big-Three. Bargnani, Belinelli, Gallinari e poi? Gli occhi sono tutti puntati sui tre alfieri azzurri in Nba, ma non basta. Il “Gallo” è la novità rispetto al passato recente. L’ala milanese non solo eleva il tasso qualitativo, ma garantisce moltissime soluzioni a Pianigiani: da rimbalzo difensivo grazie all’esplosività fisica può accendere il contropiede in cui l’Italia si esprime al meglio, può ricevere palla spalle a canestro, guadagna tanti tiri liberi oltre alle soluzioni dalla lunga distanza. Con lui in campo c’è più fluidità offensiva e si soffre meno a rimbalzo. Il “Mago” è la nostra macchina da canestri dentro e fuori l’area colorata e l’unico lungo di stazza in una selezione di giocatori con taglia bassa rispetto alla concorrenza. Inoltre dovrà essere preservato nella gestione dei falli. Il “Beli” senza troppi palleggi e soluzioni individuali forzate è l’uomo che può risolvere la partita in qualsiasi momento. Una chiave di questa nazionale è Mancinelli. Il “Mancio” un lungo atipico, favoloso collante con le sue doti di passatore. I gradi del play titolare sono stati assegnati al paisà Maestranzi. Dalla panchina può uscire l’energia di Hackett e Datome, l’esperienza dei pretoriani Carraretto e Mordente, l’impegno di Cusin.

L’idea alla base del gioco azzurro è quella di difendere forte, correre per innescare il talento offensivo dei suoi Nba e sopperire al deficit di centimetri con il contributo di tutti a rimbalzo. Ma in sfide così ravvicinate più che la qualità di un pick and roll vince lo spirito di squadra, quella voglia di non chinarsi anche di fronte a un avversario più forte. L’Italia, come ripete spesso Pianigiani, ha poca esperienza ma tanta fame di riprendersi il terreno perduto. Nel girone di Siauliai se Francia e Serbia sembrano poter ipotecare il passaggio del turno, c’è molto equilibrio con la Germania di Nowitzki, la Lettonia e Israele che ha perso la stella Casspi. L'esordio con i serbi, che sono un mix interessante di talento navigato, può regalare sorprese. La sensazione è che gli azzurri possano vincere, ma anche perdere, con tutti. Ora la parola passa ai legni della Siauliu Arena, bella struttura con cinquemila posti a sedere che ospiterà la prima fase degli azzurri. Siauliai è la quarta città più popolosa della Lituania con oltre centotrentamila abitanti. Robert Javtokas e Minda Zukauskas (ex Siena e Pesaro) i due cestisti più famosi.

Quante stelle Nba. Forse complice l’ombra sempre più ingombrante della serrata i giocatori europei che militano nella lega statunitense hanno fatto l’impossibile per essere in Lituania con le rispettive nazionali. Nowitzki, i fratelli Gasol, Parker, Turkoglu, oltre ai nostri, sono pronti a infiammare la competizione che per venti giorni attirerà l’attenzione di tutto il pianeta della palla a spicchi.

martedì 28 giugno 2011

Italbasket, torna Gallinari nella nazionale che punta agli Europei

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=154337&sez=HOME_SPORT

di Gabriele Santoro

ROMA - L’Europa del basket che conta torna a tingersi d’azzurro. Dopo aver trascorso le ultime quattro estati nei bassifondi continentali tra tornei di qualificazione estenuanti e improduttivi l’Italbasket all’americana apre ufficialmente la caccia a una medaglia al prossimo campionato Europeo dal 31 agosto in Lituania. Il ct Simone Pianigiani, che con la sua Siena nel Bel Paese non conosce ostacoli (cinque scudetti consecutivi, 92% di vittorie), ha ufficializzato a Rimini dove si terrà un torneo (12-14 agosto con Bosnia, Polonia e Grecia) di preparazione la lista dei convocati che dal 18 luglio si raduneranno a Bormio. Gli azzurri inseriti nel gruppo B si confronteranno subito con squadre competitive come la Serbia di Teodosic e Krstic, la Germania che aspetta il sì di uno sfinito Nowitzki, la Francia formato Nba da Tony Parker a Joachim Noah, l’esperta Israele e la meteora Lettonia. Sarà un Europeo dall'alto tasso tecnico arricchito di stelle che ormai dominano anche oltre oceano.

L’Italia, che necessita delle quote stabilite a tavolino per vedere nel proprio campionato giocatori italiani, prima della storica mancata qualificazione a Eurobasket 2009 non era andata oltre il nono posto nel 2005 e nel 2007. L’argento olimpico conquistato ad Atene 2004 da un gruppo straordinario, con le triple ignoranti di Gianluca Basile e la regia pazza di Gianmarco Pozzecco con in panchina Recalcati, chiuse un’epoca dorata aperta dalla nazionale di Ettore Messina vice campione d’Europa a Barcellona ’97. Poi un vuoto generazionale di un movimento che fatica a produrre nuovi talenti. Oggi l’ambizione di vertice è rinnovata dalla presenza dei Big-Three, Bargnani-Belinelli-Gallinari, alfieri azzurri in Nba e dal metodo di lavoro certosino di Pianigiani che è alla base dei successi della Montepaschi.

La novità principale nelle convocazioni diramate dal coach senese riguarda proprio il rientro di Danilo Gallinari. Il “Gallo”, una volta messi alle spalle i problemi fisici che l’hanno costretto a dare forfait in precedenza, garantisce un salto di qualità fondamentale aumentando esponenzialmente la pericolosità offensiva. In cabina di regia la concorrenza è affollata con Vitali, Maestranzi, Poeta e Giachetti a contendersi due maglie. Il reparto guardie-ali è il più competitivo: Marco Belinelli, reduce dalla migliore annata Nba con gli Hornets, è in ottima compagnia con i veterani Mordente, Carraretto e la coppia Datome-Mancinelli che assicura punti, atletismo ed energia. Le note dolenti arrivano sotto canestro: oltre alla certezza Andrea Bargnani, autentico trascinatore degli azzurri la scorsa estate, ci sono solo incognite. I pivot Andrea Crosariol e Marco Cusin sono reduci da un’annata incolore, così come il romano Angelo Gigli che si integra a perfezione con il “Mago” ma ha saltato tutta la stagione a causa di troppi infortuni. A completare il gruppo ci sono Cavaliero, il lungo Renzi sorpresa della Legadue e conteso sul mercato, il duetto Hackett-Cinciarini che potrebbe stravolgere le gerarchie nel ruolo di play.

Un’Italia di cui andare orgogliosi. «Siamo una Nazionale atipica con poca taglia fisica - ha spiegato Simone Pianigiani - e cercheremo di trasformare la nostra atipicità in un punto di forza. Durante il periodo di preparazione l’obiettivo sarà ricercare un linguaggio tecnico comune: all’Eurobasket con cinque partite in sei giorni non c’è tempo di pensare. Vogliamo proseguire sulla strada intrapresa lo scorso anno e rendere orgogliosi gli appassionati per come stiamo in campo con la faccia giusta in ogni appuntamento. L’Europeo è come un terno a lotto, ma ci sono l’entusiasmo e i presupposti per farci trovare pronti. Ripartiamo dal gruppo dell'anno scorso. Abbiamo lasciato a disposizione della Nazionale Under 20 alcuni giovani interessanti come Gentile, Moraschini, Melli, perché pensiamo che quella Nazionale possa ottenere un buon risultato.» Il presidente federale Dino Meneghin è sulla stessa lunghezza d’onda: «Parte una nuova stagione per la Nazionale e la voglia di fare è grande. Siamo consapevoli delle difficoltà del campionato Europeo, rispettiamo tutti, ma non abbiamo paura di nessuno. Vedo una grande disponibilità e un attaccamento notevole alla maglia azzurra che dà una spinta notevole.»