martedì 2 ottobre 2012

College Radio Day, da New York a Roma si uniscono le radio universitarie di tutto il mondo

Il Messaggero, sezione Cultura & Spettacoli pag. 21,
2 ottobre 2012

di Gabriele Santoro



di Gabriele Santoro

ROMA – Immaginate un’unica frequenza che unisce ventitré paesi, cinque continenti e 550 stazioni radio universitarie e avrete il College Radio Day. L’idea, nata da un semplice scambio di e-mail tra perfetti sconosciuti, di unire e raccontare in una maratona vocale di 24 ore, su scala globale, esperienze radiofoniche giovanili, libere da interessi commerciali, oggi diventa realtà.

«Stiamo lottando per una liberazione delle frequenze - dice Rob Quicke, direttore della Brave New Radio alla William Paterson University di New York e anima del Crd - e per una programmazione più coraggiosa e indipendente in un momento di omogeneizzazione culturale. Cerchiamo di avvicinare il maggior numero di persone al nostro mondo, perché crediamo che la radio possa essere, come in passato, un luogo che dia spazio all’innovazione». L’iniziativa approda per la prima volta in Europa con il cuore in Italia.

Il network Ustation
, che aggrega e rilancia prodotti informativi realizzati da studenti italiani, ha costruito con l’associazione RadUni una rete che riunisce le migliori web radio universitarie e ha stabilito il contatto con l’altra sponda dell’Atlantico. «È bastato inviare un messaggio a Rob, che ha raccolto subito la nostra proposta di collaborazione», spiega Tiziana Cavallo, direttrice di Ustation. Attualmente sul territorio nazionale lavorano oltre trenta radio d’ateneo. Negli Stati Uniti se ne contano 750.

«La storia del nostro movimento è recente
- prosegue Cavallo -. Facoltà di Frequenza, fondata nel 1998 a Siena, è stata l’emittente pioniera. Mentre negli Stati Uniti sono sorte negli anni Venti del Novecento. Lo Stato ha sempre assegnato agli atenei delle frequenze per trasmettere in FM e AM. Siamo l’unico Paese in Europa dove ciò non avviene. Ma la diffusione di internet ha aperto varchi nuovi in cui operiamo. Ciò che ci interessa maggiormente in questo incontro è la condivisione dei contenuti e delle conoscenze. E ci gratifica il riconoscimento ottenuto dal presidente della Repubblica Napolitano».

Cinque studenti dell’Università di Cagliari
, con il supporto tecnico del consorzio Top IX, coordineranno per l’intera giornata il flusso globale e sincronizzeranno i passaggi di testimone tra le singole radio, ascoltabili in simultanea da ciascuna stazione partecipante (tutti i link sul sito www.collegeradioday.com). A dare il via, alla mezzanotte di Greenwich di ieri, è stata la Brave New Radio di Quicke. «Il progetto di gestione dell’evento che abbiamo presentato - racconta Carlo Pahler, UniCa Radio - ha battuto la concorrenza dei colleghi messicani. È una grande responsabilità, per scaramanzia abbiamo ridipinto di arancione le pareti dello studio».

La diretta italiana scatterà alle 16 dall’UniS@und
dell’Università di Salerno, coinvolgendo da sud a nord ventidue atenei con una scaletta densa di musica (indie, rock, folk e metal) e con la narrazione di un fenomeno in espansione, nonostante la scarsezza dei fondi a disposizione, e ricco di buone idee. Dove si è scommesso ed investito i risultati sono tangibili: radio che funzionano a tempo pieno con palinsesti interessanti e formano i futuri professionisti del settore. «Abbiamo entusiasmo e competenza - sottolinea Cristina Pastore, station manager dell’UniS@und - e puntiamo sull’informazione, sulla valorizzazione di gruppi musicali emergenti e sull’intrattenimento culturale».

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